Secondo la tradizione cristiana, i presepi vengono smontati il 2 febbraio, giorno della Candelora ovvero la presentazione di Gesù al Tempio, che distingue la fine del tempo natalizio 40 giorni dopo la nascita di Gesù, prolungando il clima festivo ben oltre l’Epifania. Questa usanza viene praticata in diverse regioni italiane come il vero termine del Natale ed è anche legata alla purificazione di Maria. Proprio per questo fatto si porge all’attenzione dei visitatori il presepe in stile napoletano allestito nella Chiesa parrocchiale di Sant’Ignazio a Domusnovas. Nonostante l’uso di disfare il presepe dopo l’Epifania, il 2 febbraio resta il termine religioso e tradizionale più autentico come l’allestimento di Don Vittorio grande animatore di questa antica tradizione. Nel periodo che precede il Natale la sua casa è un laboratorio con la costruzione di nuovi elementi che arricchiscono la scena della Natività con personaggi abbigliati del ‘700 napoletano.
Il presepe di don Vittorio è una straordinaria fusione di arte, fede e quotidianità, con radici profonde nel Settecento, epoca in cui raggiunse il suo apice artistico grazie a Carlo III di Borbone. Il presepe allestito nella Chiesa d Sant’Ignazio è caratterizzato da una curata attenzione dei dettagli e l’ambientazione della Natività posta nella piazzetta del paese; scena che si intreccia con il sacro e con figure popolari, simboli pagani e scene di vita quotidiana. Un presepe che esalta elementi chiave i Magi, la zingara (profezia della Passione), le lavandaie (purificazione), i venditori ambulanti e il volo degli angeli sopra la Natività segno dell’annuncio del Messia. Il presepe napoletano non è una semplice decorazione, ma un’opera in miniatura, una rappresentazione dell’anima napoletana che celebra la nascita di Gesù in un contesto vitale e ricco di folklore. E’ un presepe, quello di don Vittorio, che suscita stupore e incanto: un’arte che mantiene intatta la capacità di meravigliare; un presepe non solo come momento di devozione e raccoglimento ma anche l’occasione di riunire attorno al calore della mangiatoia le famiglie e la comunità di Domusnovas.
Foto: Sardinian Events Portoscuso




