Carta Docente: che fine ha fatto?

“La Carta del docente, utile alla formazione e all’aggiornamento professionale, sarà trasformata in Carta dei servizi e assegnata anche al personale Ata: lo ha ribadito il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, nel messaggio rivolto a più di 300 direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) della scuola, riuniti a Napoli con Anief ed Eurosofia”(fonte Adnkronos e comunicato ANIEF). Questo è quanto emerso durante un intervento del Ministro dell’Istruzione e del Merito a Napoli insieme ad Anief e Eurosofia.

Facendo un passo indietro, ricordiamo che la Carta del Docente è uno strumento pubblico introdotto dalla Legge 13 luglio 2015, n. 107 (art. 1 comma 121) per sostenere la formazione, l’aggiornamento professionale e culturale del personale docente delle scuole statali italiane. La Carta consiste in un bonus annuale da spendere per beni o servizi formativi finalizzati all’aggiornamento professionale. In questi ultimi anni, la vexata quaestio della carta concessa solo ai docenti di ruolo, di fatto, discriminando quelli precari, ai quali peraltro l’aggiornamento professionale era comunque necessario ai fini del rafforzamento delle proprie competenze e per acquisire un punteggio superiore nelle gps (graduatorie).

Dopo anni di tira e molla, sembrerebbe che la battaglia intrapresa sia giunta ad un happy ending, ossia: meno soldi ma estesa a tutti.

L’Importo della carta scenderà a 400 euro

Come spiegato da Valditara, il nuovo importo della card, che sarà destinata anche al personale con contratto a tempo determinato al 30 giugno e al 31 agosto, sarà di circa 400 euro (contro gli attuali 500 euro). Inoltre, gli ultimi annunci la davano attiva già da fine Gennaio, infatti, sul sito ufficiale della Carta c’è ancora la scritta: “I voucher per l’anno scolastico 2025/2026 saranno disponibili a partire dal mese di gennaio 2026”. Che fine ha fatto, quindi, la carta docente?

Dopo i ritardi, ora sembra che la misura stia per sbloccarsi entro fine febbraio, ha garantito lo stesso ministro.

Cosa cambia

Inoltre, il decreto-legge ha modificato anche l’elenco dei beni acquistabili con la Carta, introducendo una limitazione temporale per l’acquisto di dispositivi hardware e software e includendo tra le spese ammesse anche i servizi di trasporto di persone. A partire dall’anno scolastico 2025/2026, l’acquisto di hardware e software sarà consentito soltanto al momento della prima assegnazione della Carta e, successivamente, una sola volta ogni quattro anni. In ogni caso, chi ha già beneficiato della Carta in uno degli anni scolastici precedenti al 2025/2026 potrà comunque acquistare hardware e software nell’anno scolastico 2025/2026 e poi, anche per loro, l’acquisto sarà possibile con cadenza quadriennale.

Per concludere, le parole del sindacato hanno aggiunto che “Grazie alla nostra azione sindacale – ha detto il presidente nazionale Anief – abbiamo esteso le risorse per la formazione al personale Ata che in futuro avrà anche una carta servizi per il welfare, la stessa Commissione europea ha denunciato l’Italia per la violazione dei contratti a termine e la continua evasione di procedure tese a impedire la reiterazione dei contratti.”

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