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Carte SisalPay bloccate: che succede?

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Pagamenti elettronici respinti, bonifici bloccati: i possessori di carte SisalPay stanno subendo pesanti disagi a seguito del disastro Wirecard.

La gestione delle carte SisalPay era affidamento della Wirecard, società tedesca leader mondiale nei servizi finanziari e tecnologici che nelle scorse ore è salita alla ribalta delle cronache per il colossale buco da 2 miliardi di dollari emerso nei suoi conti.

Oltre al drammatico crollo in borsa (-70%), il fondatore Markus Braun si è dimesso per essere subito arrestato su richiesta della Procura di Monaco di Baviera e rilasciato subito dopo il pagamento di una cauzione da ben 5 milioni di euro.

Il gruppo tedesco ha avviato le procedure per l’insolvenza: “Il cda di Wirecard ha deciso di presentare al Tribunale di Monaco competente una richiesta per l’apertura di un procedimento di insolvenza per il rischio di incapacità di pagamento e sovraindebitamento”.

Ma il devastante crac ha avuto ripercussioni anche sui possessori di carte SisalPay. Quest’ultima ha provato a correre ai ripari, diffondendo una nota: “L’autorità di vigilanza bancaria inglese (FCA) ha bloccato preventivamente l’operatività di tutte le carte Wirecard a livello mondiale e di conseguenza anche le vostre carte con brand SisalPay. Ci scusiamo per gli inconvenienti che questa situazione vi sta arrecando e siamo in campo in prima persona per contenere i disagi verso i nostri Clienti, il nostro primo interesse”.

SisalPay assicura che, nei prossimi giorni, contatterà i propri clienti “per trasferire il saldo direttamente su una nuova carta prepagata, emessa in partnership con Banca 5 – Gruppo Intesa Sanpaolo, affinché possiate tornare velocemente ad effettuare pagamenti in tutta tranquillità oppure ricevere indicazioni sulle modalità, per voi più sicure e convenienti, di accredito o rimborso del saldo presente sulle vostre carte”.

Le carte bloccate sono state centinaia di migliaia in tutto il mondo, poiché molte società si appoggiano alla fintech tedesca per l’emissione delle stesse: problemi anche con i grandi store della Cina, clienti essi stessi di Wirecard. L’interrogativo ultimo è sempre lo stesso: perché a rimetterci deve essere sempre il cliente e perché non si interviene prima di consentire a certe aziende un passivo di 2miliardi???

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Omar Sansone Editor
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