I Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 sono ufficialmente iniziati venerdì 6 febbraio con una cerimonia di apertura ricca di spettacolo, simbolismi e partecipazione internazionale, che ha trasformato lo Stadio San Siro di Milanoin un palcoscenico globale per lo sport e la cultura. La cerimonia, trasmessa in diretta dalle ore 20:00 sulle principali reti televisive italiane e internazionali, ha celebrato l’unità, il dialogo culturale e le bellezze italiane attraverso performance artistiche, musiche, coreografie e momenti emozionanti.
Un evento diffuso tra città e montagne
Per la prima volta nella storia olimpica, l’apertura dei Giochi non si è limitata a un unico luogo: oltre alla spettacolare cerimonia di San Siro, eventi connessi, inclusa la sfilata delle nazioni, si sono svolti anche in Cortina d’Ampezzo, Livigno e Predazzo, riflettendo la natura “diffusa” dell’edizione e collegando città e montagne.
Tema: Armonia e celebrazione dell’Italia
Il filo conduttore della serata è stato il tema dell’“Armonia”, un concetto inteso come ponte tra culture, generazioni e paesaggi. Il pubblico ha assistito a performance che fondevano musica classica e contemporanea, danza e spettacolo visivo, sottolineando l’identità italiana e la capacità di coniugare tradizione e modernità.
I momenti clou della serata sono stati certamente i fuochi olimpici, accesi simultaneamente, al Arco della Pace di Milano e in Piazza Angelo Dibona a Cortina d’Ampezzo, grazie anche alle figure di grandi campioni dello sport italiano come Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Sofia Goggia; ma soprattutto la parata delle Nazioni: circa 2.900 atleti da più di 90 Paesi hanno sfilato con entusiasmo, anche se ha fatto notizia che il Team USA abbia ricevuto pochi applausi e tanti fischi, così come la delegazione israeliana.
La cerimonia non è stata solo una festa italiana, ma un vero punto di incontro globale. Atleti e delegazioni da tutto il mondo hanno vissuto un clima di festa e aspettativa, mentre il pubblico presente — spinto dall’energia degli artisti e dalla bellezza della narrazione visiva — ha reso l’evento una memorabile apertura olimpica. Con l’accensione della fiaccola, abbiamo potuto osservare quell’impercettibile filo conduttore che è poi diventato (si spera) un vero passaggio di consegne tra due leggende olimpiche dello sci italiano, come Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, e la campionessa Sofia Goggia.



