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Congresso nazionale FASI: tutto da rifare? 27 presidenti/delegati dei circoli sardi non partecipano al consiglio direttivo nazionale

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In seguito ai profondi dissensi emersi durante l’8° Congresso nazionale della FASI – Federazione delle Associazioni Sarde in Italia, e alle numerose irregolarità denunciate da diversi circoli partecipanti, ventisette presidenti e delegati hanno deciso di rendere pubblica la propria posizione attraverso un documento congiunto. La situazione, già tesa a causa delle contestazioni sollevate in merito alle procedure congressuali e statutarie, ha raggiunto un nuovo punto critico nella giornata odierna, quando una parte consistente della rappresentanza ha scelto di non prendere parte ai lavori del Consiglio Direttivo Nazionale convocato a Piacenza, ritenendone non sussistenti le condizioni di legittimità e trasparenza. Di seguito il comunicato diffuso dai rappresentanti dei circoli firmatari, nel quale vengono ricostruiti i fatti, le criticità rilevate e le motivazioni della loro posizione.

“In assenza di reali garanzie di correttezza e democraticità  abbiamo deciso di  non partecipare ai lavori del Consiglio Direttivo Nazionale della FASI, convocato  per questa mattina al Park Hotel di Piacenza e che il diniego opposto dalla presidenza alla lettura di un nostro documento all’inizio dei lavori ha purtroppo confermato: riteniamo infatti che non sussistano le condizioni né per una legittima convocazione dell’organo stesso, né per una discussione realmente proficua”, è quanto ha dichiarato Sara Nicole Cancedda, delegata del Circolo ACRASE di Roma e già coordinatrice nazionale Giovani FASI. Subito dopo,  27 presidenti e/o delegati di  altrettanti circoli dei sardi FASI sono usciti e si sono riuniti presso altra struttura alberghiera:   un  atto visivo e  tangibile della contestazione delle  irregolarità di estrema gravità riscontrate nel corso dei lavori  dell’8° Congresso nazionale FASI, Federazione Associazioni Sarde in Italia, svolto dal 16 al 19 ottobre ad Alghero.

Sara Nicole Cancedda, ha  quindi informato che  nei giorni scorsi è stato inviato ricorso ai Probiviri e all’Organo di Controllo,  e che si sta provvedendo a effettuare una azione legale di contestazione sulla legittimità di  una serie di atti congressuali e sulla stessa validità delle risultanze del congresso stesso, a partire dalle inverosimili modalità di voto del nuovo Statuto, ritenute particolarmente gravi e preoccupanti. Come denunciato  nel documento dei 27 circoli, in apertura  dell’8°  Congresso FASI furono messe ai voti modifiche statutarie mai discusse né rese note ai delegati, nonostante le numerose mozioni presentate affinché i testi venissero illustrati e condivisi. Ma, non solo le proposte di modifica erano state portate in votazione senza che i presenti potessero comprendere con chiarezza l’oggetto, ma fatto ancora più grave e inaccettabile è che  il voto  sia stato effettuato senza alcuna preventiva identificazione dei delegati o dei partecipanti in sala.

A questo si aggiunge il paradosso che il conteggio dei voti non è stato effettuato dal Presidente né dal Segretario del Congresso, ma in modo disordinato e superficiale: tuttavia, nonostante l’immediata contestazione e  richiesta di riconteggio, quella votazione fu ritenuta valida.

Ciò che è ancor più sconcertante, mai accaduto prima d’ora,  è che Lo Statuto approvato in tali condizioni è stato poi applicato seduta stante a Congresso già in corso, in evidente violazione del principio tempus regit actum e del più elementare buon senso. Ma, gli atti ritenuti gravi  e inaccettabili non finiscono qui: pochi giorni  prima della riunione del consiglio Direttivo Nazionale è stato trasmesso ai circoli un testo di Statuto che non trova rispondenza né con il testo trasmesso a mezzo mail ai soli presidenti prima del voto, né con il testo che risulterebbe utilizzato durante il Congresso dalla Presidenza del Congresso e dalla Commissione Elettorale e di Verifica Poteri. 

Non meno gravi sono le irregolarità che hanno riguardato le operazioni elettorali per l’elezione degli organismi dirigenti quali l’assenza di un elenco ufficiale dei delegati aventi diritto al voto e senza alcuna verifica da parte della Commissione Verifica Poteri e della Commissione Elettorale sull’identità dei votanti o sulla loro legittimazione, come dimostrano le numerose contestazioni presentate dai delegati.

Tra gli episodi più evidenti si ricorda  il caso di una presunta delegata,  presentatasi come delegata del Circolo di Livorno e immediatamente disconosciuta dai delegati effettivi di quel Circolo. Analoghe anomalie – riguardanti presunti delegati provenienti dal territorio di Alghero e dalla provincia di Sassari, accreditati solo al momento del voto e apparentemente privi di collegamenti con i Circoli – sono attualmente oggetto di verifica. A ciò si aggiungono gli evidenti profili di illegittimità del nuovo Statuto, che introduce un sistema elettorale a liste bloccate e privo di qualunque rappresentanza per la minoranza, nonostante una differenza finale di appena 17 voti. Un’impostazione che non trova riscontro nemmeno nei sistemi elettorali più restrittivi della storia del Paese.

“Non esiste  a memoria nostra, nella storia di oltre trent’anni di vita della FASI, niente di paragonabile alla confusione, marasma, improvvisazione e azioni impositive e antidemocratiche, quali quelle accadute nel congresso di Alghero -ha sottolineato –  Pietro Palmas, presidente del Circolo di Como – la storia della nostra FASI si è sviluppata nel segno della unità e condivisione, in tutte le circostanze, nel segno di una forte espressione identitaria e di promozione dello straordinario patrimonio socioculturale della Sardegna oltre i confini della nostra isola :  riteniamo prive di legittimità le risultanze del Congresso. Non riconosciamo pertanto né l’esecutivo dichiarato eletto né gli atti da esso emanati, inclusa la convocazione del Consiglio Direttivo Nazionale odierno”.

“Nessuno dei rilievi sopra esposti – ha concluso sara Nicole Cancedda – ben noti ai componenti dell’esecutivo, e nessuno dei numerosi tentativi di mediazione e di avvio di un dialogo finalizzato al ripristino dei principi democratici e della collaborazione nella Federazione ha trovato spazio; al contrario, la spaccatura del Congresso è stata portata fino alle circoscrizioni, in un clima di conflittualità e tensioni estraneo alla storia della FASI, che ha rappresentato  finora la nostra casa: oggi apriamo un percorso che ci auguriamo porti a un chiarimento e al ripristino delle condizioni storiche di legittimità e democrazia, nell’interesse di tutti i sardi, dentro e fuori la nostra isola”.

 

Comments (1)

  1. Paolo Sanna

    Un film già visto e vissuto nelle Federazione Svizzera, qualche anno fa. Ma uguale uguale… Peccato perché ho un bel ricordo della Fasi e sarebbe peccato rovinare il lavoro di tanti anni.

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