Il mercato dei carburanti registra un’inversione di tendenza dopo l’entrata in vigore della legge di Bilancio: il diesel ha superato la benzina nei prezzi medi nazionali, diventando meno conveniente rispetto al passato. Un sorpasso che sta generando forti preoccupazioni, soprattutto nel settore agricolo.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 7 gennaio 2026, la benzina self-service si attesta a 1,65 euro al litro, mentre quella servita è a 1,79 euro. Il gasolio, invece, è salito a 1,67 euro al litro nella modalità self-service e a 1,80 euro in quella servita. Nei primi giorni di gennaio la benzina continua a scendere, mentre il diesel prosegue la sua crescita.
Gli analisti evidenziano come la benzina abbia raggiunto i minimi degli ultimi tre anni, mentre il gasolio resta stabilmente più caro, con una differenza media di circa due centesimi al litro. Alla base del sorpasso vi è il riallineamento delle accise previsto dal Pnrr per ridurre i sussidi ambientalmente dannosi. Il nuovo meccanismo ha ridotto di 4,05 centesimi al litro l’accisa sulla benzina, aumentando della stessa misura quella sul diesel, portando entrambe a 67,26 centesimi al litro.
La misura, inizialmente pensata in modo graduale, è stata anticipata per garantire le coperture della legge di Bilancio 2026 e dovrebbe generare circa 600 milioni di euro di entrate nel solo 2026.
Non mancano però le critiche. L’Unsic, Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori, lancia l’allarme sui maggiori costi per agricoltori e cittadini. “L’aumento del gasolio rischia di colpire duramente le aree rurali e montane, con effetti negativi sulla filiera agroalimentare e sul potere d’acquisto delle famiglie”, afferma Carlo Franzisi. In territori dove il trasporto pubblico è carente, il rincaro del diesel potrebbe tradursi in aumenti a cascata sui prezzi dei beni essenziali.
Fonte: comunicato

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