Dighe piene e conta dei danni nel Basso Sulcis dopo il passaggio del ciclone Harry

Passato il ciclone Harry che ha portato violente mareggiate lungo le coste e piogge abbondanti per tutta la scorsa settimana, le amministrazioni comunali del Basso Sulcis hanno dichiarato lo stato di calamità naturale e hanno iniziato la ricognizione dei danni che verranno segnalati attraverso il Sistema Informativo di Protezione Civile, in modo che i privati e le stesse amministrazioni possano ottenere dei ristori per le ingenti spese che verranno sostenute.

Tra i più colpiti il territorio di Teulada , dove la mareggiata ha provocato danni significativi lungo la costa distruggendo i pontili di Porto Budello e di Malfatano, mentre sono in corso verifiche sulla stabilità della massicciata del molo frangiflutti del Porto Nuovo, messa a dura prova dal moto ondoso persistente. Si riscontrano problemi anche nella viabilità rurale deteriorata in numerosi tratti, situazione che arreca disagi agli allevatori che faticano a raggiungere gli ovili in montagna.
Situazione analoga a Santadi , dove sono già in corso diversi interventi di ripristino delle strade di campagna erose dalle piogge e dai numerosi ruscelli che arrivano dalle montagne. Il sindaco Massimo Impera ha sottolineato che pochi giorni di maltempo hanno mandato in fumo mesi di impegno dell’amministrazione comunale: sono state danneggiate strade risistemate di recente grazie a finanziamenti regionali e, nel complesso, i danni alla strade rurali, secondo una prima stima potrebbero essere superiori ai 700 mila euro.

Si segnalano problemi anche a Villaperuccio : il Rio Mannu, dopo aver inghiottito un uliveto e un tratto di una strada vicinale ha trasformato in una risaia oltre 200 ettari di terreno seminativo danneggiando le colture.
Un quadro complessivo dell’impatto del maltempo si avrà nei prossimi giorni ma già da ora le amministrazioni comunali, sperando che oltre al sostegno economico arrivi anche un sostegno per snellire le procedure burocratiche, invitano i cittadini e le aziende a documentare i danni subiti per agevolare la procedure di segnalazione.

L’unica buona notizia a seguito di questo evento eccezionale è che da sabato gli invasi di Bau Pressiu (assicura acqua potabile alla maggior parte dei comuni sulcitani) e di Montepranu (utilizzata principalmente per uso irriguo e industriale) hanno raggiunto la massima capacità permettendo così al Rio Palmas, dopo diversi anni, di riprendere a scorrere verso Porto Botte. Dunque, sempre che non accada qualcosa di imprevedibile, il Sulcis per i prossimi 2 anni dovrebbe essere al riparo da restrizioni idriche.

Di Roberto Pinna

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