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Duro colpo a un’associazione dedita ai furti: sette misure cautelari eseguite dai Carabinieri di Carbonia

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Un’importante operazione dei Carabinieri ha inferto un duro colpo a una presunta associazione a delinquere specializzata in furti ai danni di esercizi commerciali nel Sulcis. Nella giornata odierna, i militari della Stazione di Carbonia hanno dato esecuzione a sette provvedimenti cautelari disposti dall’Autorità Giudiziaria di Cagliari: cinque custodie in carcere, una misura degli arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’attività investigativa trae origine da una lunga scia di furti che, a partire dal mese di novembre 2023, aveva generato un forte allarme sociale a Carbonia e in tutta la provincia del Sud Sardegna, alimentando preoccupazione tra cittadini ed esercenti. I colpi venivano messi a segno con un modus operandi particolarmente audace: i malviventi utilizzavano autovetture rubate poco prima delle azioni criminali, che venivano successivamente incendiate per eliminare ogni possibile traccia.

Le indagini, avviate immediatamente dai Carabinieri della Compagnia di Carbonia, hanno consentito di raccogliere numerosi elementi indiziari sulle diverse scene del crimine. In una prima fase l’attività si è sviluppata attraverso metodologie investigative tradizionali, successivamente integrate da accorgimenti tecnico-scientifici, che hanno portato a ipotizzare l’esistenza di un’organizzazione criminale strutturata, finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio.

Secondo quanto emerso allo stato delle indagini preliminari, l’associazione sarebbe stata guidata da soggetti di etnia Rom domiciliati presso il campo nomadi di Caput d’Acquas, con il supporto di alcuni pregiudicati locali. Sulla base degli elementi raccolti, cinque persone – di età compresa tra i 23 e i 34 anni, residenti tra Carbonia e Alghero, disoccupate e già note alle forze dell’ordine – sono state tradotte in carcere. Un sesto indagato, un 42enne di Carbonia, è stato posto agli arresti domiciliari, mentre per un 24enne del luogo, cameriere, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Altri quattro soggetti sono stati denunciati in stato di libertà con l’accusa di aver fornito un contributo marginale all’attività dell’associazione, ricoprendo ruoli di “basista” o “ricettatore”. Per questi ultimi il GIP del Tribunale di Cagliari non ha ritenuto necessario applicare misure cautelari, valutando il loro coinvolgimento di minore rilevanza.

Nel complesso, agli indagati vengono contestati 36 capi d’accusa, tra cui numerose “spaccate” ai danni di supermercati e attività commerciali di Carbonia e San Giovanni Suergiu, furti presso aree di servizio del basso Sulcis, il furto di autovetture sottratte a una nota concessionaria locale e persino quello di un’auto della Polizia Penitenziaria a Cagliari.

Determinante per le indagini si è rivelata l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Nonostante i tentativi di manomissione delle telecamere, danneggiate con mazze e bastoni, i filmati hanno permesso di ricostruire gli spostamenti del gruppo e di documentare l’uso sistematico di guanti e travisamenti per occultare l’identità.

L’operazione è il risultato di un’intensa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Carbonia, con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile, caratterizzata da servizi di osservazione, pedinamenti e monitoraggi prolungati. Un lavoro paziente e meticoloso che, oltre a raccogliere gravi indizi di colpevolezza, ha consentito di prevenire ulteriori episodi criminosi potenzialmente più gravi.

Nel disporre le misure cautelari, il GIP ha tenuto conto dell’elevato allarme sociale e del concreto pericolo per la sicurezza pubblica derivante dalla reiterazione dei reati. Alle operazioni hanno preso parte anche i Carabinieri delle Compagnie di Alghero, lo Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, le unità cinofile e un elicottero dell’11° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Elmas.

Fonte: comunicato

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