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Fedez attacca la Lega sul ddl Zan dal palco del Concertone: è polemica

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ROMA – E’ polemica dopo che ieri Fedez, intervenendo dal palco del 1° maggio, ha accusato la Rai di volerlo censurare per il suo intervento sul ddl Zan in cui, tra l’altro, accusava alcuni esponenti leghisti di aver pronunciato frasi omofobe. E proprio il leader della Lega Matteo Salvini, che oggi è intervenuto a ‘Domenica Live’ su Canale 5, ha voluto rispondere al rapper con un post pubblicato a stretto giro sui social:

“Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti. Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono. Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo. Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo”.

Dal fronte di Forza Italia interviene invece il senatore Francesco Giro, dichiarando: “La Rai? E’ tutta una polemica interna alla sinistra. La Rai e’ tutta in mano loro. Se la suonano e se la cantano. Letta chiede alla Rai le scuse? E’ come uno che parla allo specchio. La Rai e’ tutta loro. Le nomine da almeno 40 anni sono tutte architettate a tavolino dalla sinistra-centro. La solita minestra riscaldata ormai indigesta. Gia’ sento girare certi nomi! Siamo alla vigilia delle nomine e usano il povero Fedez per innescare una macchina tritatutto per infilare in Rai i nuovi signori della sinistra che sostituiranno i vecchi signori della sinistra. Dei diritti civili se ne fregano. E’ solo teatrino e poltronificio. Se il centrodestra ha una colpa e’ di non aver mosso un dito per cambiare le cose accontentandosi della tappezzeria e di qualche decoro, perche’ in cucina e nel salotto buono c’era e c’e’ sempre la sinistra-centro”.

Questo invece è ciò che ha detto Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, attaccato come “ultracattolico e antiabortista” e “amicone del leghista Simone Pillon” dal cantante rap durante il concertone del primo maggio andato in onda su Raitre: “Davanti al televisore, a casa con la mia famiglia, mi sono imbattuto nel pistolotto di Fedez e ad un certo punto mi sono sentito citato e deriso senza possibilità di contraddittorio. Ma un cantante, può porre in essere questi attacchi personali senza possibilità di contraddittorio? Nelle sue parole ho percepito una violenza inaudita, tutto questo pagato con i nostri soldi, perché si tratta di servizio pubblico. La Rai non può farsi megafono di una singola voce. È vergognoso oltre che non rispettoso delle regole”.

Fedez “pensi a cantare, senza condannare le opinioni degli italiani, tutelate dalla Costituzione e dal nostro diritto. Se vuol fare il politico, scenda in campo e si confronti allora in un dibattito pubblico e mostri tutta la sua ignoranza sul tema. La sua è solo propaganda, non conosce i contenuti del Ddl Zan, non è in grado di entrare nei singoli temi e pubblicizza l’antiomofobia come fosse uno smalto. Si metta in gioco, lo aspetto per un confronto alla pari”, ha concluso Jacopo Coghe.

Intanto i sindacati di settore Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil sottolineano unitariamente: “In Rai la liberta di espressione deve essere sacra. Non è mai ammissibile che un artista sia sottoposto a una verifica preventiva di quanto ha intenzione di dire da un palco”. La direzione di Rai3 conferma “di non aver mai chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al concerto del Primo Maggio – richiesta invece avanzata dalla società che organizza il concerto – e di non aver mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista. In riferimento al video pubblicato sul suo profilo Twitter da Fedez, notiamo che l’intervento relativo alla vicedirettrice di Rai3 Ilaria Capitani (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) non corrisponde integralmente a quanto riportato, essendo stati operati dei tagli. Le parole realmente dette sono: «Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà”. E ancora: “Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo. […] Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa è una cosa sua»”.

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