Torna al centro del dibattito pubblico la grave criticità del servizio di Guardia Medica nel territorio sulcitano. A denunciarlo con toni duri è il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, che attraverso un post sui social ha segnalato l’ennesima interruzione del servizio, verificatasi nuovamente nei giorni festivi, con pesanti ricadute sui cittadini e sulle strutture ospedaliere già sotto pressione.
“Altro che nomine – scrive il primo cittadino – il disservizio della Guardia Medica prosegue, casualmente nei giorni di festa, a danno del cittadino e degli ospedali che devono reggere un carico eccessivo. È intollerabile”. Una situazione che, secondo Locci, non può più essere tollerata né affrontata come un’emergenza episodica, dal momento che l’assenza di medici nei turni di continuità assistenziale è ormai diventata una prassi consolidata.
Il sindaco punta il dito contro la Regione Sardegna, chiamata a prendere atto della realtà e a mettere in campo strumenti concreti per garantire un servizio essenziale. Tra le ipotesi avanzate, anche quella della precettazione dei medici, ritenuta una misura estrema ma necessaria: “Così come gli Enti locali sono tenuti a garantire i servizi essenziali, deve essere altrettanto per la Sanità pubblica. I servizi di Guardia Medica non sono barattabili”.
Nel suo intervento, Locci sottolinea inoltre come la carenza di personale medico stia generando un effetto domino, costringendo i cittadini a rivolgersi ai pronto soccorso, con un conseguente aggravio di lavoro per gli ospedali. Una situazione che rischia di compromettere ulteriormente l’efficienza del sistema sanitario territoriale.
Infine, il sindaco solleva anche un tema di trasparenza amministrativa. Riferendo di aver trovato una comunicazione ufficiale della ASL al protocollo comunale solo nella mattinata, Locci auspica che tali avvisi vengano sempre pubblicati tempestivamente sul sito internet dell’azienda sanitaria, come previsto dalla normativa sulla trasparenza, per garantire una corretta informazione ai cittadini.
Un appello che riaccende i riflettori su una criticità strutturale della sanità sarda, in attesa di risposte concrete da parte delle istituzioni regionali.
Fonte: facebook

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