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Hold-Up: il documentario Francese “Negazionista”

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Si chiama Hold-Up il film francese di quasi tre ore realizzato con meno di 200 mila euro in crowdfunding da un ex giornalista della rete tv Tf1, Barnérias. Il documentario, uscito il 9 novembre, sta ricevendo il rilancio di migliaia di persone attraverso i social media. A sorprendere è come tra loro ci sia l’attrice 53enne Sophie Marceau. Atteggiamento condiviso da Marion Cotillard e Juliette Binoche, altre due star francesi affascinate dal cospirazionismo del documentario.

Da qualche tempo Barnérias è molto critico nei confronti della gestione della pandemia da parte del governo francese e lancia i suoi strali dal canale YouTube Thana Tv.

Hold up “negazionista”?

Hold up è in effetti un documentario definito “negazionista” anche se bisognerebbe almeno guardarlo per capire di cosa parli – dato che ormai qualsiasi elemento di dissenso rispetto alla  gestione anche mediatica della pandemia viene bollato come negazionista a scopo di discredito. Se non credi ciecamente ai virologi oppure osi criticare un governo sulle scelte restrittive sei equiparabile alla negazione del genocidio degli Armeni o della Shoah.

Hold up è disponibile su diverse piattaforme digitali come Odysee e ha molta diffusione sui social in Francia. Tra tanti “anonimi” sostenitori, anche un volto molto conosciuto qui in Italia, quello dell’attrice Sophie Marceau.

Marceau: “Ci chiamano inutili …”

La Marceau, indimenticabile protagonista de Il tempo delle mele, ha condiviso su Instagram la locandina del film accompagnandola ad una didascalia molto chiara: «”Essi” ci chiamano inutili…». Il termine riprende il fatto che nel documentario verrebbe sposata la tesi secondo la quale dietro il coronavirus vi sarebbe un accordo tra case farmaceutiche e “potenti” del pianeta al fine di arricchirsi. Sui social l’idea della Marceau di sostenere il progetto Hold up viene accolto con favore dai follower che la definiscono coraggiosa per aver pubblicizzato questa inconsueta tesi. Ma la Marceau, stando a quanto sostiene Vanity Fair, sarebbe già una paladina del movimento No Vax, perché anni fa si è schierata in difesa del professor Henri Joyeix, oncologo di Montpellier radiato dall’ordine dei medici, perché colpevole di avere organizzato una petizione contro i vaccini sui neonati.

Anche la Cotillard e la Binoche non “allineate”

Altre due attrici francesi, i premi Oscar Marion Cotillard e Juliette Binoche, hanno dato segno di non condividere la gestione della pandemia da Covid. La Cotillard, la scorsa primavera, avrebbe detto: “Il riscaldamento climatico dovrebbe assumere gli stessi pubblicitari del Covid”, perché per lei merita di essere preso più sul serio del coronavirus. La Binoche, invece, si è esposta ancor di più, scrivendo su Instagram : «Sono operazioni organizzate da gruppi finanziari internazionali, da tempo. Sono dei manipolatori: i vaccini che stanno preparando ne fanno parte. Mettere a tutti un chip sotto la pelle: no! No alle operazioni di Bill Gates, no al 5G».

L’ex ministro della Salute, Philippe Douste-Blazy, ha affermato (giovedì 12 novembre su RTL) di essere stato intrappolato. Dice di essere “scandalizzato” da “quasi tutto” in questo film e chiede la rimozione immediata di tutti i passaggi in cui appare.

Il Presidente Macron invece non si è ancora pronunciato: potrebbe farlo domani, giorno durante il quale è atteso un suo discorso alla Nazione

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