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LaPostadiAlfio, Valentina Langiu, campionessa sarda di Canicross racconta l’amore per i cani, la nuova disciplina sportiva e la sua vita da addestratore cinofilo al centro Zomi

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Valentina Langiu la conosciamo come la campionessa sarda di Canicross, un nuovo sport in cui si condivide in corsa, l’amore con il proprio amico a quattro zampe, formando così un binomio perfetto. Ho avuto così il piacere di intervistarla e di immergermi nel suo mondo fatto di tanta corsa e passione per i cani che l’hanno portata ad aprire un centro cinofilo proprio nel giardino di casa sua

Come è nata questa tua passione per gli animali che ti ha poi portato a diventare istruttore cinofilo?
La passione per gli animali è nata da quando ero bambina. Raccattavo tutti i gatti che trovavo per strada e li portavo a casa per la gioia di mia madre. Poi sono cresciuta in una famiglia dove c’erano sempre cani e gatti! Quando ero piccola e in televisione già si iniziava a vedere qualche servizio sull’addestramento dei cani, io dicevo sempre: “Da grande voglio fare quello!” e quella frase non l’ho dimenticata. Appena diplomata ho accantonato il pensiero di iscrivermi all’università per fare veterinaria e ho iniziato a lavorare come ragioniera. Dopo qualche anno il pensiero fisso dell’istruttore cinofilo era sempre più forte e sono partita con la mia cagnolina Minù per andare a studiare e prendere il brevetto da istruttore cinofilo.

Come hai costruito il tuo sogno, ossia il centro cinofilo Zomi nel giardino di casa?
Come già detto lavoravo come ragioniera in un ufficio, appena preso il brevetto ho iniziato nei miei giorni liberi dal lavoro a seguire i primi cani in un campo privato in campagna di un amico che fa il toelettatore e che sapendo del mio brevetto mi ha offerto la sua collaborazione. Dopo alcuni anni, mi sono trasferita a vivere in campagna e nel terreno adiacente casa, ho costruito il campo di addestramento e nel 2013 la pensione per i cani.

Zoe, Balentia, Idda, sono solo alcuni dei tuoi fedeli amici a quattro zampe che ti hanno
accompagnato in questo percorso. Ci racconti la loro storia?
Il nome ZOMI è acronimo dei nomi dei miei due cani che mi hanno accompagnato in questo percorso ZOe e MInù. Minù la mia meticcetta con la quale sono partita a studiare per il brevetto, il mio primo cane di piccola taglia, fin da subito inseparabili. Lei è un cane che ha fatto molto, sia per me ma anche nel mio lavoro, con lei ho fatto pet therapy e grazie a lei un bambino autistico ha iniziato a interagire e a guardare negli occhi le persone. Quel giorno non lo dimenticherò mai. Zoe è il “mio”cane, quel cane che ti segna la vita , che ti fa vivere grandi emozioni, che ti capisce solo guardandoti e che ha colpito qualsiasi persona l’abbia conosciuta per il suo carattere socievole e dolce e al tempo stesso forte come una roccia. Zoe era veramente brava in agility abbiamo vinto qualcosina, anche lei faceva pet therapy. Purtroppo Zoe e Minù non ci sono più e per me è stata una grande perdita,
due lutti a distanza di un anno l’uno dall’altro che ancora non riesco ad accettare. Poi c’è Cesare il maschietto di casa, jack russel di 12 anni. Adottato quando aveva 9 mesi, passato da agilitista, pet therapy con i bambini delle scuole e gran cacciatore di topi!!
Puzzi cane da caccia abbandonato in campagna, recuperata e salvata. E ancora, la mia cara Idda, meticcio di border collie, salvata quando aveva 4 mesi da una campagna dove la tenevano legata ad una catena in una porcilaia. L’ultima arrivata invece è Balentìa, incrocio dobermann e levriero Galgo, regalata dal mio caro amico David Piras, una cucciolata pensata proprio per il canicross; un cane con forza, resistenza velocità e gran carattere, monella che mi fa disperare a volte, ma è simpatica a non finire!!

Il tuo motto è: “L’istruttore non fa i miracoli, ma il proprietario che segue i suoi preziosi consigli si”.
Ti sei mai trovata ad aver a che fare con cani difficili da addestrare? Ci racconti la tua esperienza in
merito?

Sì tante volte, ma il problema di fondo era il modo in cui erano stati cresciuti dai loro proprietari, che come sempre dando troppi vizi e niente regole umanizzano troppo i cani distorcendo la loro natura. Tutti i cani imparano e sono intelligenti chi più chi meno, ma le esperienze vissute influenzano tanto il carattere di un cane che poi in addestramento possiamo trovare difficile in una collaborazione.
Una mia sfida e “soddisfazione” se vogliamo chiamarla così, è statà con la mia Puzzi: segugio istrianoquasi sicuramente di proprietà di un cacciatore. Trovata abbandonata in campagna, era magrissima con il terrore degli esseri umani. L’ho portata a casa per uno stallo e per poi trovare una famiglia che la adottasse. Puzzi (suo nome vero Puzzona perché ogni escremento di qualsiasi esser vivente è suo!) fin da subito era terrorizzata, da tutto: persone, rumori, movimenti bruschi ecc. Non aveva paura dei bambini, anzi erano gli unici essere umani ai quali si avvicinava con sicurezza e fiducia. Ci ho lavorato tantissimo per poter eliminare tutte le sue paure, la prima: il terrore per le persone di sesso maschile. Ho dovuto lavorare sul fatto di potersi fidare delle persone, qualsiasi novità la mandava in panico (anche solo entrare in un luogo chiuso). Avevo le mie competenze apprese sui libri, ma lei mi ha insegnato e fatto capire molto. Mi ha fatto crescere e capire molto di più di qualsiasi altro libro!! Vi dico solo che dopo questo percorso Puzzi ha partecipato a gare di Canicross, affrontato viaggi, fatto passeggiate nei centri delle città in mezzo a tante persone e rumori forti. Ha ancora dello sparo dei fucili, ma non entra in panico. Se trova una persona nel momento in cui li sente allora si appoggia e trova conforto, oppure se si fa canicross, continua a correre e riesce a far fronte alla sua paura.

Canicross, una disciplina nota a pochi, ma un toccasana per gli atleti che lo praticano. Come ti sei
avvicinata a questo nuovo sport?
Nel mio lavoro bisogna sempre aggiornarsi e il canicross era una nuova disciplina che si affacciava nel mondo cinofilo sportivo. Ho contattato David Piras e Italo Orrù (come li chiamo io, i miei padrini) che in quel momento si occupavano della divulgazione in Sardegna di questo nuovo sport. Dopo uno stage con loro ho iniziato a praticare allenamenti di gruppo con alcuni allievi del
centro cinofilo e piano piano è nata una passione forte dovuta anche al mio passato di atletica leggera.

Un messaggio per far sì che le persone inizino a praticare il Canicross?
Io dico sempre che correre fa bene, farlo col proprio cane fa bene il doppio. Non bisogna essere
bravi o portati, ma avere voglia di instaurare un rapporto bello e solido col proprio cane e con il
Canicross si può avere.

Valentina non è solo un istruttore cinofilo, ma anche una grande atleta che ha portato a casa
diversi trofei. Il ricordo più bello che hai del mondo della corsa?
·Ho tanti bei ricordi, tante belle vittorie, forse la più “inaspettata” e quindi emozionante è stato quando sono arrivata terza classificata ai campionati italiani di canicross. Idda la mia compagna di corse si è infortunata 10 giorni prima di partire per la gara, nel frattempo tenevo in pensione da diversi mesi un dobermann di nome Thai che ogni tanto portavo con me ad allenarsi in canicross, quindi dovevo scegliere se rinunciare o partire con un cane sostitutivo non mio. Ho voluto sfidare la
sorte e sono partita. La paura era non avere un cane ben preparato dal punto di vista mentale e con zero esperienza nelle gare. Ci sono stati alcuni intoppi durante la gara, ma ho cercato di concluderla nel migliore dei modi. Ho raccolto i frutti dei miei allenamenti nella corsa per compensare alcune carenze di Thai….e siamo arrivati sul podio io e il mio grande amico Thai!!

Il Coronavirus ha stravolto anche il mondo dei nostri amici a quattro zampe. Che influenza ha avuto
sulla tua attività?
Dopo il lockdown sono arrivati al campo diversi cani con conseguenze negative dovute a questa chiusura
forzata: problemi di ansia da separazione perchè dopo aver passato 2 mesi 24 h con i proprietari si sono ritrovati a dover stare di nuovo da soli per molte ore a casa a seguito del rientro a lavoro; cuccioli ai quali è mancata la socializzazione in generale sia interspecifica che intraspecifica ma anche ambientale; cani che hanno sviluppato paure in generale che prima non avevano per colpa della chiusura e dell’impossibilità di uscire ed esplorare. Sicuramente una nota positiva è che alla riapertura la gente aveva voglia di uscire e fare attività col proprio cane e quindi il centro ha ripreso alla grande con le varie attività.

E adesso che il peggio dovrebbe esser passato, come è organizzato il centro cinofilo Zomi?
Il centro cinofilo Zomi ha ripreso subito le attività al campo con agility, obbedienza e canicross
anche se non si possono fare lezioni o allenamenti di gruppo, ma ci adeguiamo finchè questo virus
non passerà.

Prossimi obiettivi personali e sportivi?
Per adesso gli obiettivi sono un pò “sospesi” a causa del Covid. Se sarà possibile, forse partirò per i
campionati italiani canicross con Balentìa e questa estate speriamo di poter partecipare al tdm
trophèes del montagnes, una competizione internazionale di canicross 9 giorni di gare sulle alpi
francesi insieme a Balentìa e Idda. Tutto rimane in sospeso e nel frattempo noi CORRIAMO!!

Per raccontare la vostra storia col vostro amico pelosetto, per pubblicare richieste di adozione per randagi o qualsiasi cosa inerente al mondo animale, potete SCRIVERMI alla seguente mail: lapostadialfio@ajonoas.it o contattarmi su Whatsapp al 3405682138.

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