Una decisione destinata a incidere in modo significativo sul riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere e dei loro familiari. Con la sentenza n. 146/2025, depositata il 19 dicembre 2025, la Corte d’Appello di Cagliari – Sezione distaccata di Sassari, Sezione Lavoro – ha accolto parzialmente l’appello presentato dagli eredi del militare Luigi Fiorentino, riformando in parte la pronuncia del Tribunale di Tempio Pausania.
I giudici di secondo grado hanno esteso i benefici già riconosciuti in primo grado, accertando il diritto della vedova, Lorena Guidarini, oggi residente a La Maddalena (SS), a ottenere due annualità di pensione di reversibilità, per un importo complessivo pari a circa 50mila euro. La Corte ha inoltre disposto l’esenzione totale dalla partecipazione alla spesa farmaceutica anche in favore del figlio Orlando, orfano del militare.
La sentenza rafforza il principio di equiparazione tra le vittime del dovere e le vittime del terrorismo, consolidando un orientamento giurisprudenziale che amplia le tutele economiche e assistenziali riconosciute ai familiari dei servitori dello Stato deceduti per cause di servizio.
In primo grado, il Tribunale di Tempio Pausania aveva già riconosciuto le maggiorazioni degli assegni vitalizi, elevandoli a 500 euro mensili. In appello, la Corte ha ritenuto fondato l’ulteriore ampliamento dei benefici, condannando il Ministero della Difesa a corrispondere le somme arretrate e a riconoscere integralmente le prestazioni assistenziali previste dalla normativa vigente.
La vicenda trae origine dalla storia di Luigi Fiorentino, nativo di Sarno, che ha prestato servizio per oltre trent’anni nella Marina Militare, imbarcato come meccanico e motorista navale su unità di vecchia generazione. Nel corso della sua carriera è stato esposto per lunghi periodi ad amianto e ad altre sostanze altamente cancerogene, senza adeguate misure di protezione. È deceduto il 29 agosto 2008, all’età di 56 anni, a causa di un carcinoma gastrico.
Pluridecorato per il servizio prestato, Fiorentino aveva ricevuto la Croce d’Argento, la Croce d’Oro, la Medaglia d’Onore e numerosi riconoscimenti per la lunga navigazione. Il suo status di vittima del dovere è stato riconosciuto successivamente grazie all’azione dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’avvocato Ezio Bonanni. Tuttavia, secondo la difesa, i benefici inizialmente concessi dal Ministero della Difesa risultavano inferiori a quanto previsto dalla legge, rendendo necessario il ricorso alla giustizia.
«Questa sentenza è innovativa – ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni – perché rappresenta un ulteriore passo avanti verso il pieno riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere, che devono essere equiparate a quelle del terrorismo. Restituisce dignità a una storia segnata da dolore e sacrificio. Luigi Fiorentino ha pagato il suo servizio allo Stato con una malattia devastante e una morte prematura, dopo sofferenze indicibili. Dietro questa vicenda ci sono una moglie e un figlio che, oltre alla perdita, hanno dovuto affrontare per anni una battaglia per vedersi riconosciuti diritti elementari. Lo Stato non può voltarsi dall’altra parte di fronte al sacrificio dei suoi servitori».
Nel frattempo, risultano ancora pendenti i procedimenti civili finalizzati al risarcimento integrale dei danni subiti dalla famiglia, nell’ambito della responsabilità per l’esposizione professionale all’amianto e alle sostanze nocive presenti sulle unità navali.
Fonte: comunicato

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