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Nebida: turisti allo sbando nelle spiagge senza bagni. Camper parcheggiati selvaggiamente nelle coste. Paese sempre più sporco e privo di servizi?

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L’estate sta finendo e si iniziano a raccogliere i pro e i contro di questo entusiasmante periodo ricco di presenze nell’Isola e nel Sulcis. I pro sicuramente sono le bellezze naturali che il nostro territorio offre e i contro sono tutti i non servizi presenti. A dare l’esempio è la piccola frazione di Iglesias: Nebida.

L’Amministrazione comunale quest’anno si è impegnata per dare un nuovo servizio: la navetta gratuita per raggiungere le spiagge per chi parcheggia la propria auto all’inizio del paese. Però dopo che il turista arriva alla piccola spiaggia di Portubanda si ritrova in un posto meraviglioso, privo di sicurezza e di servizi igienici a sua disposizione. Manca il bagnino e gli scalini che portano alla spiaggia sono dei veri e propri “salti all’ostacolo” alti e sconnessi. Per non parlare del filo d’acciaio che ha la funzione di corrimano messo di fretta lo scorsa estate dopo il nostro articolo denuncia. La ruggine ormai è la protagonista e quando il sole scalda meglio evitare di posizionarci le mani sopra. Per i bisogni primari si possono usare i piccoli arbusti o gli scogli circostanti. Sul posto non c’è una zona camper e non ci sono controlli, così i camperisti possono parcheggiare selvaggiamente nelle piccole piazzole naturali e sostare gratuitamente scaricando i liquami e altri ricordi nella natura.

A segnalarci tutte queste problematiche sono i cittadini che il posto lo vivono tutto l’anno e non solo durante il periodo estivo.

Anche durante le serate “offerte” dal Comune, nessun servizio igienico è stato predisposto sul posto per dare manforte alle piccole attività del paese. E in molti hanno deciso di usare le piccole aiuole limitrofe per effettuare i propri bisogni. La mattina dopo le serate, la piazzetta principale è rimasta sporca per diversi giorni.

I turisti vanno via, magari portandosi con sé i ricordi migliori ma è chi resta, chi ci vive che deve fare i conti tutto l’anno con le negligenze e l’assenza di controlli.

 

Riproduzione riservata © Copyright Ajò Noas 

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Comments (1)

  1. Ottimo articolo Manuela. Bisogna considerare due principi indissolubili: la maleducazione, egoismo e cafonaggine della gente e il menefreghismo, pressapochismo, arrivismo e inettitudine della politica (qualsiasi schieramento). Questa miscela speciale sta distruggendo non solo la Sardegna, ma anche l’Italia e il mondo. Basta pensare a quante restrizioni a numero chiuso sono state messe in tantissimi luoghi naturalistici e spettacolari nel mondo e anche in Sardegna. Andiamo avanti così, sempre peggio.
    Maurizio

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