È allarme rifiuti nel Nord Sardegna. A lanciarlo è la Fit Cisl, che denuncia una situazione ormai “oltre il limite” e accusa la Regione di immobilismo sulle scelte strategiche per il futuro del ciclo integrato.
“La discarica di Scala Erre è praticamente esaurita e ogni giorno aumenta il rischio di una vera emergenza rifiuti per Sassari e per l’intera area metropolitana” afferma Claudia Camedda, segretaria generale Fit Cisl. “Mentre i territori chiedono risposte rapide, la Regione prende tempo sul progetto del termovalorizzatore di Truncu Reale. Un atteggiamento attendista che non affronta il problema e che rivela una grave mancanza di visione”.
“Il termovalorizzatore è parte del ciclo: meno discariche, più innovazione”
La Fit Cisl richiama gli obblighi normativi nazionali, ricordati dal segretario regionale Gianluca Langiu: “La legge italiana prevede una gerarchia precisa: prevenzione, riuso, riciclo, recupero energetico e infine smaltimento. Quando riciclo e riuso non possono chiudere il ciclo, il recupero energetico è l’opzione ambientalmente preferibile. Il termovalorizzatore è quindi uno strumento necessario per garantire un sistema moderno, sostenibile e autosufficiente”.
Camedda sottolinea come l’impianto previsto a Truncu Reale sia “pubblico, tecnologicamente avanzato e perfettamente compatibile con le politiche di riciclo”, aggiungendo che “esiste sempre una quota di rifiuti non riciclabili che deve essere trattata in sicurezza. In tutta Europa la direzione è chiara: meno discariche, più innovazione. La Sardegna non può tornare indietro”.
“Fermare il progetto significa più costi, più trasporti, più inquinamento”
Secondo il sindacato, il dibattito politico e territoriale è spesso appesantito da timori non fondati. “Chi alimenta paure infondate sulla termovalorizzazione si assume la responsabilità di costi più alti, più trasporti fuori provincia, più inquinamento e maggiori rischi sanitari” dichiara ancora Langiu.
Intanto, denuncia la Fit Cisl, la Giunta regionale continua a rimandare le decisioni, spingendo il Nord Sardegna “verso una crisi annunciata”, con cittadini e lavoratori che pagano le conseguenze dell’incertezza.
Il sindacato: “La politica decida. La Sardegna non può essere ostaggio dei no ideologici”
Per la Fit Cisl è arrivato il momento delle scelte: “Serve una politica che abbia il coraggio di decidere nell’interesse collettivo, non in funzione del consenso” afferma il sindacato.
La richiesta è chiara: aprire subito un confronto tra Regione, amministrazioni, sindacati e operatori del settore e sbloccare senza ulteriori rinvii l’impianto di Truncu Reale.
“Il termovalorizzatore non è il problema – conclude il sindacato – il problema è l’immobilismo. La Sardegna non può essere ostaggio di no ideologici. Servono scelte chiare, serve coraggio, serve farlo adesso”.
Fonte: comunicato

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