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Operazione “Polo Ovest”: 21 misure cautelari per traffico di stupefacenti tra Sardegna e penisola

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È scattata alle prime ore dell’alba l’operazione denominata “Polo Ovest”, condotta dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia con il supporto delle Stazioni competenti e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sardegna”. L’attività ha portato all’esecuzione di 21 misure cautelari emesse dal G.I.P. del Tribunale di Cagliari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di una complessa indagine sul traffico di sostanze stupefacenti.

I provvedimenti restrittivi riguardano 10 custodie cautelari in carcere, 6 arresti domiciliari e 5 obblighi di dimora, eseguiti nelle province di Sassari, Nuoro, Cagliari, Bergamo, Latina e Novara. L’inchiesta, avviata nel 2019, ha consentito di ricostruire l’operatività di due distinti gruppi criminali, attivi in Sardegna e con collegamenti strutturati sulla penisola.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i sodalizi avrebbero dato vita a un articolato sistema criminale finalizzato alla produzione, importazione e distribuzione su larga scala di cocaina e marijuana. L’attività investigativa si è sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, sequestri mirati, accertamenti patrimoniali e l’acquisizione di comunicazioni via chat mediante rogatoria internazionale, con il coordinamento di Europol.

Gli elementi raccolti hanno delineato l’esistenza di due associazioni per delinquere contestate ai sensi dell’art. 74 del D.P.R. 309/90, autonome sotto il profilo organizzativo ma strettamente interconnesse sul piano operativo.
La prima rete, composta da undici soggetti, si sarebbe occupata dell’approvvigionamento della cocaina dalla penisola, mantenendo contatti stabili con altre organizzazioni criminali operanti in diverse regioni italiane. La seconda, formata da cinque persone, sarebbe stata invece dedita alla produzione e alla movimentazione di ingenti quantitativi di marijuana sul territorio sardo.

Le indagini avrebbero inoltre accertato un rapporto di scambio sistematico tra i due gruppi: parte della marijuana prodotta in Sardegna sarebbe stata ceduta alla prima associazione come merce di compensazione per finanziare l’acquisto di cocaina, con una proporzione stimata di circa 50 chilogrammi di marijuana per ogni chilogrammo di cocaina. Nel complesso, gli investigatori hanno documentato la movimentazione di oltre 200 chilogrammi di cocaina e più di 450 chilogrammi di marijuana, per un volume d’affari stimato intorno ai 3 milioni di euro.

In questo contesto, Olbia è emersa come snodo logistico strategico dell’intera attività illecita, individuata quale luogo di custodia delle sostanze, smistamento e gestione delle trattative, anche in virtù della presenza di più soggetti con collegamenti diretti con i fornitori.

Fonte: Comunicato

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