LOS ANGELES – Due nomination agli Oscar per il “Pinocchio” del regista Matteo Garrone con Roberto Benigni nei panni di Geppetto: il film e’ candidato per i costumi di Massimo Cantini Parrini e per il make up di Mark Coulier, Dalia Colli e Francesco Pegoretti. L’annuncio è arrivato oggi. La cerimonia delle statuette si terrà il prossimo 25 aprile.
Laura Pausini, invece, dopo aver già vinto il Golden Globe e’ stata candidata agli Oscar per “Io Si” nella categoria della miglior canzone originale per il film “La vita davanti a sé” di Edoardo Ponti con Sofia Loren. Notizie negative per “Notturno” di Gianfranco Rosi, rimasto fuori dalle nomination. Il lungometraggio era entrato nella shortlist dei quindici migliori documentari ma e’ stato escluso dalla cinquina.
Riflettori puntati soprattutto su Pinocchio, tenendo presente che la pellicola segna la rinascita di Benigni come attore. L’artista, infatti, dopo il minore successo ottenuto dalle sue ultime prove registiche si era concesso solo una partecipazione all’infelice film di Woody Allen “To Rome with love” nel 2012, ma per il resto aveva preferito allontanarsi dal grande schermo.
Garrone (dominatore ai David di Donatello con “Dogman”) lo ha riportato al cinema facendolo nuovamente cimentare con la fiaba di Collodi, ma con una differenza. Nel 2002, infatti, Roberto aveva interpretato il ruolo del burattino all’interno del lungometraggio da lui stesso diretto, mentre questa volta impersona Geppetto ritagliandosi comunque uno spazio da protagonista.
Si trattava di una prova del nove molto importante per il premio Oscar toscano dopo i flop dei suoi due ultimi film realizzati dietro la macchina da presa (“La tigre e la neve” e, appunto, “Pinocchio”) e la poco convincente prova da attore nel succitato “To Rome with love”. Ebbene, il “Pinocchio” di Garrone ha centrato al debutto il secondo posto nel box office subito dopo “Star Wars”, incassando ben 2 milioni e 655mila euro. E la recitazione di Benigni è risultata, stavolta, più che convincente: barba bianca, capelli arruffati, uno sguardo triste e interrogativo, forse preoccupato, la maglia lisa… appare così il Geppetto di Roberto.
Da ricordare che, nel ricco cast, figurano anche il compianto Gigi Proietti nel ruolo di Mangiafuoco e Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini nei panni del Gatto e la Volpe. Il Pinocchio di Garrone è prodotto dalla società del regista, Archimede, con Rai Cinema e Le Pacte. Le riprese si sono svolte tra Toscana, Lazio e Puglia. Per Roberto Benigni, questo Pinocchio è “il più fedele all’originale“:
“Calarsi nel personaggio di Geppetto è stato facilissimo – ha dichiarato qualche tempo fa – devo solo interpretare la balena e la Fata Turchina e poi li ho fatti tutti. Ho dato tutto ciò che potevo perché credo nel talento di Matteo Garrone, per me il regista più bravo del mondo”.
E ancora:
“Non mi ricordo l’ultimo ‘Pinocchio’ che ho visto e chi lo ha fatto, ma questo di Matteo è decisamente il più bello. Garrone è un grande regista, è un pittore, racconta in maniera unica con le immagini, è commovente e divertente, questo Pinocchio, per i bambini dai 4 agli 80 anni, è un regalo per il mio cuore. E poi Geppetto: che dire di questo babbo per eccellenza, il più famoso insieme a San Giuseppe, entrambi con due figli adottivi che più discoli non potrebbero essere?”.
Benigni, poi, aveva concluso:
“La povertà come la rappresenta Garrone non è solo dignitosa, ma è quella che ti fa sembrare la vita un miracolo in ogni cosa che accade, come in Chaplin. La storia di Pinocchio è un libro che non è solo una fiaba ma quasi divinatorio, con simbolismi, metafore, allegorie, mille insegnamenti: non dire le bugie che si allunga il naso, ad esempio, una trovata geniale altro che Spiderman, oppure studia se no diventi un somaro, o attento ai brutti incontri e al denaro facile, credi nei miracoli che poi avvengono, ama chi ti ama. Pinocchio è un puro che pensa che nel mondo non ci sia il male e Garrone ce lo restituisce con libertà e originalità”.
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