Era l’ 8 dicembre 1854 quando Pio IX definì solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione, mediante la Bolla Ineffabilis Deus. Da allora la devozione mariana dell’Immacolata è sempre stata al centro della vita del credente per accrescere la fede e nutrire fiducia e venerazione, onorarla nella propria vita e invocarla nella preghiera. Testimoni della religiosità popolare sono i cippi votivi che si conservano tutt’ora quali dimostrazioni di devozione, ove la presenza discreta dei santi più venerati o del simulacro della Madonna ha sempre avuto un ruolo importante. Questo soprattutto a Portoscuso, per i pescatori, i quali, mossi da sentimenti pii, nel vedere tali immagini, ricevevano conforto e protezione per le loro famiglie.
Per volontà del parroco della Chiesa Vergine d’Itria, don Giovanni Trogu volle dedicare un cippo votivo all’Immacolata Concezione. Era il 13 di ottobre del 1965 quando, si celebrò in forma solenne l’“affidamento di Portoscuso all’Immacolata” da parte del Vescovo della Diocesi di Iglesias S. E. Monsignor Giovanni Pirastru, uomo di preghiera e devotissimo della Madonna. Con una cerimonia, quel pomeriggio, si compiva il desiderio del caro don Giovanni innalzando la statua dell’Immacolata su un cippo alle porte del paese come atto d’amore affidando alla protezione dell’Immacolata gli abitanti di Portoscuso. Ricordo ancora, – aggiunge Efisio Loddo – il breve intervento del sindaco Ubaldo Floris che esprimeva parole di stima e apprezzamento per quanto avvenuto.
Tradizionalmente i cippi votivi venivano innalzati quali ex voto per uno scampato pericolo come una carestia o una pestilenza, la protezione contro i danni dovuti al mal tempo… ma la motivazione che ha spinto don Giovanni Trogu è molto profonda e personale; don Giovanni era “innamorato” della Madonna e zelante della gloria di Dio. Chi ha avuto modo di conoscerlo ha potuto prendere atto che è stato un propulsore del culto mariano. Egli ha usato ogni mezzo valido per la conversione e la diffusione del culto; un araldo capace di trascinare il cuore degli altri verso Maria. I ricordi di don Giovanni sono indimenticabili, – commentò il maestro Renzo Sanna, – era un trascinatore, sapeva parlare con la gente… Fu promotore di molteplici iniziative: riuscì a spronare giovani e adulti a rinnovarsi con l’istruzione scolastica, istituì la scuola media privata e il patronato scolastico, ospitò e organizzò presso la scuola materna di San Vincenzo la Colonia Marina della Monteponi. Ricordo le attenzioni rivolte ai più deboli, – aggiunse il maestro Sanna, – per l’assistenza alle famiglie che necessitavano al fabbisogno quotidiano. Fu un uomo affabile e socievole, sapeva condividere le fatiche della giornata con i pescatori: la sera scendeva in via dei tonnarotti nella piazzetta adiacente la casa dei miei zii Mariuccia e Carmelino; lì si riunivano dopo la cena i tonnarotti per trascorrere un momento di distensione dopo una giornata di lavoro trascorsa in mare. Per dimenticare e per alleviare gli sforzi del giorno, in molte serate, tra i tonnarotti si levavano canti accompagnati da mandolino e fisarmonica e, don Giovanni, non mancava di unirsi al coro con la sua parte da tenore”.
Di grande arricchimento umano, don Giovanni esercitava con i bambini un meraviglioso rapporto, un elemento prezioso su cui praticava quotidianamente i suoi insegnamenti. “Fu un uomo austero ma dal cuore tenero, – commenta la signorina Maria Gallia, – ma quanta umanità, quanta semplicità, lo caratterizzava per l’affetto che nutriva per la Madre del Signore. I momenti dell’anno più sentiti della devozione mariana, era la festa patronale e il mese di maggio, quando, – aggiunge la signorina Maria, – le donne si riunivano al cippo votivo per recitare il rosario”. Grazie alla sua devozione, l’amato don Giovanni Trogu, ha incoraggiato tutti con la sua spiritualità mariana dando impulso a questo atto di fede; non ha mai trascurato le parole di Gesù: “Ecco tua Madre” (Gv 19,27) e sull’esempio del discepolo prediletto, don Giovanni ha saputo prendere Maria con sé facendole un posto nel suo cuore.

Foto: Archivio Sardinian Events


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