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Portoscuso: due giornate per scoprire un territorio tra natura e storia

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Due le giornate dedicate al trekking per scoprire la bellezza della natura tra mare, geologia, archeologia e vecchi percorsi minerari del territorio portoscusese. È ‘l’occasione, tempo permettendo, di poter essere partecipi nei giorni 20 e 27 dicembre p.v. all’ escursione che ci porterà a conoscere o ad approfondire conoscenze immersi nella natura. L’iniziativa organizzata dal Comune di Portoscuso vede l’attività escursionistica con l’accompagnamento di guide in un ambiente naturale con spiegazioni relative alla storia, al territorio, alla flora, alla fauna, alla geologia e all’ambiente. Lungo l’itinerario avremo la possibilità di camminare immersi nei colori e nella luce della natura ancora intatta. Ecco la motivazione di questo invito a camminare con lo zaino sulle spalle per immergerci nelle visioni di ambienti naturali, nei profumi tra la macchia mediterranea che solo l’escursione sa offrire. E’ un’esperienza per capire cosa alberi, rocce, torrenti, fiori, piante, animali e uomini hanno da narrare su quei luoghi naturali e concentrarsi sui suoni, i profumi e sul panorama che la natura offre. Oltre all’itinerario naturalistico le due giornate prevedono la visita ai monumenti di Portoscuso tra cui l’antica Tonnara e la Torre spagnola, Capo Altano e la strada militare e i fortini della seconda guerra mondiale, il nuraghe Baccu Ollastra e di Punta Maiorchina, Monte Dolorosu, la Teleferica Mineraria ed inoltre il punto panoramico di interesse geologico. I punti di interesse storico-monumentale e naturalistico sono suddivisi in due giornate: la prima con un itinerario di 7 km mentre il secondo di 9 km. Prima di aderire alle escursioni proposte si consiglia di consultare l’organizzazione in modo da essere correttamente informati e preparati sulle dotazioni necessarie.

 

Di rilievo e di interesse storico è la teleferica mineraria di Portoscuso che si riferisce al sistema di trasporto dei minerali dalla zona mineraria del Sulcis verso il porto di Portovesme per l’imbarco, parte della vasta rete mineraria sarda che ha visto l’uso di ferrovie minerarie e teleferiche, come quella tra la laveria di Monteponi e il molo, evidenziando la storia industriale della zona legata alle miniere di Seruci e Nuraxi Figus. Oggi, le tracce della laboriosità mineraria sono visibili nel paesaggio e valorizzate con il  “Cammino Minerario di Santa Barbara” che attraversa queste zone, toccando anche Portoscuso, e che implica percorsi che ripercorrono i sentieri dei minatori, collegando siti storici e naturali. La “teleferica mineraria di Portoscuso” evoca il passato industriale legato al trasporto del carbone e dei minerali attraverso infrastrutture specifiche (ferrovie, teleferiche) che collegavano i cantieri minerari al porto.

 

Potremo essere tutti d’accordo nel definire questa iniziativa suggestiva per il suo paesaggio selvaggio e inatteso, un paradiso non rovinato dall’uomo. I panorami, sia della costa sia dell’entroterra vari e di grande bellezza, riescono a infondere pace interiore. I colori del mare, delle rocce erose, della macchia mediterranea catturano la nostra vista. La realtà poco conosciuta delle miniere, per quanto disumana e spesso tragica, affratella e fa comprendere il carattere del popolo sardo.

 

Info e adesioni: archeologiasulcitana@gmail.com

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