Il Consiglio Comunale interviene con una presa di posizione forte sulla crisi Eurallumina, approvando una deliberazione urgente che chiede al Governo nazionale e alla Regione Sardegna misure immediate per evitare il collasso produttivo e sociale dello stabilimento di Portovesme. Una fabbrica che da decenni rappresenta un pilastro economico per Portoscuso, per il Sulcis Iglesiente e per tutta la Sardegna.
Una crisi che dura da oltre un anno
La società, controllata dal gruppo Rusal, è paralizzata dal blocco delle risorse finanziarie derivante dalle sanzioni internazionali legate al conflitto russo-ucraino. Da mesi, spiega il documento approvato dal Consiglio, “la prosecuzione dell’attività operativa e produttiva è fortemente compromessa”: conti congelati, fondi non anticipabili dalla proprietà e gestione economica allo stremo.
Dal settembre 2025 i lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria, prorogata fino a fine anno. Si registrano stipendi sospesi o erogati in ritardo e difficoltà crescenti per le numerose imprese dell’indotto. Una situazione che tocca centinaia di famiglie, mette in crisi trasporti, logistica, portualità e commercio locale.
Mobilitazioni e richieste istituzionali
Sindacati territoriali e RSU hanno avviato proteste permanenti, tra cui la recente occupazione simbolica dei silos dello stabilimento. Nel frattempo, Regione Sardegna e Comune di Portoscuso hanno sollecitato Governo, MEF, MIMIT e Comitato di Sicurezza Finanziaria per ottenere lo sblocco urgente dei fondi necessari.
Secondo le stime riportate nella delibera, la gestione finanziaria dello stabilimento richiederebbe circa 20 milioni di euro annui, cifra oggi non garantita.
Il rischio liquidazione
Il Consiglio Comunale non usa mezzi termini: senza interventi rapidi la crisi potrebbe sfociare in liquidazione societaria, con conseguenze “irreversibili” sul tessuto economico e sociale del territorio.
Particolare preoccupazione è dedicata anche agli aspetti ambientali: l’ente ritiene “indispensabile” garantire i lavori sul Bacino fanghi rossi, sulla falda e sugli impianti, così come prescritto dai decreti ministeriali e dal PAUR, per evitare “danni ambientali gravissimi”.
Le decisioni del Consiglio Comunale
Con il voto unanime, il Consiglio:
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esprime solidarietà ai lavoratori diretti e dell’indotto;
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chiede la costituzione di un fronte territoriale unitario con Provincia e Comuni del Sulcis;
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sollecita con forza Governo e Ministeri allo sblocco immediato delle risorse finanziarie;
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ribadisce la necessità di garantire tutti gli interventi di sicurezza ambientale;
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chiede alla Regione e alla Provincia la convocazione di un tavolo istituzionale permanente sulla crisi del polo industriale di Portovesme;
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conferisce mandato al Sindaco di rappresentare il Comune in tutte le sedi istituzionali e negoziali;
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trasmette la deliberazione a tutte le autorità competenti, comprese Presidenza del Consiglio, Ministeri e Regione.
La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile, data la gravità e l’urgenza della situazione.
Fonte: comunicato

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