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Portovesme: Fabio Usai (Psd’Az) “La Sider Alloys spieghi cosa vuol fare con lo stabilimento.”

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Da qualche giorno i lavoratori della Sider Alloys piantonano gli ingressi dell’azienda stanchi dia spettare una risoluzione alla vertenza lavorativa. L’oggetto del contendere è relativo ad un riequilibrio sulle tariffe energetiche e quindi ad un accordo con Enel e l’azienda svizzera. “Questi ritardi, – dichiara il consigliere Fabio Usai del Psd’Az – ingiustificati secondo quanto dichiarato dal Ministero dello Sviluppo Economico che avrebbe esaurito i compiti di sua competenza sull’argomento, stanno mettendo a dura prova la condizione psicologica nonché economica dei lavoratori e delle rispettive famiglie. Perché ogni giorno che passa senza la concretizzazione di questo fondamentale passaggio per rendere competitiva la produzione di alluminio, è un giorno in più nel quale non viene presentato un piano industriale credibile per il revamping e il riavvio della produzione e nel quale i lavoratori permangono senza un salario degno di questo nome.”

Pochi gli operai riassunti dalla Sider Alloys, i rimanenti sono sostenuti dagli ammortizzatori sociali in deroga. “Identico discorso – prosegue Usai – per coloro che, già occupati dentro la fabbrica, si son visti ultimamente negare il rinnovo del contratto di lavoro per la medesima ragione. È giunto quindi il momento che l’AD di Sider Alloys Giuseppe Mannina, esprima chiaramente quali sono le sue intenzioni; ovverosia se gli impegni assunti il 15 febbraio 2018, quando sottoscrisse alla presenza dell’allora Ministro dello Sviluppo Economico Calenda l’accordo per l’acquisizione dello Smelter, sono ancora attuali e validi. Se lo sono rompa gli indugi, firmi l’accordo e, di concerto con le parti sociali, le istituzioni provinciali, regionali e nazionali, dia il via alla reindustrializzazione del sito. Dia il via alla ricollocazione di tutti i lavoratori.”

Un piano industriale mai ufficialmente presentato e quindi non si conoscono le intenzioni reali dell’azienda su come far ripartire lo stabilimento ex Alcoa “ Se non lo sono (gli impegni), – insiste il consigliere Usai –  ci spieghi i motivi per cui ha cambiato idea e si faccia immediatamente da parte. Ma se questa situazione di stallo dovesse perpetrarsi, è compito di tutte le istituzioni coinvolte, Regione compresa ma in particolare il MISE, quale titolare pieno della vertenza, intervenire per fare chiarezza obbligando la multinazionale svizzera ad assumersi fino in fondo, in un senso o nell’altro, le proprie responsabilità. I lavoratori e le loro famiglie meritano rispetto e risposte certe e definitive sul proprio futuro.

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