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Portovesme srl: la Lega chiede intervento urgente sul caro-bollette. Salvini “Il governo riduca le tasse sulle bollette”

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Le prime reazioni alle dichiarazioni della Portovesme Srl sull’interruzione della produzione di Zinco tradizionale, con una capacità annua di 100.000 tonnellate, (La Portovesme srl si fermerà a dicembre se non caleranno i prezzi dell’energia) arrivano dagli esponenti della Lega. Il suo segretario, Matteo Salvini dichiara “Aumento del costo delle bollette luce e gas, ecco una delle tante disastrose conseguenze. La Lega chiede con forza al governo un impegno, immediato e consistente, per tagliare le tasse statali sulle bollette e ridurre i costi, ormai insostenibili, per famiglie e imprese”.

Sulla stessa linea anche il senatore della Lega, Paolo Arrigoni, e responsabile del dipartimento energia “Come la Lega sottolinea da tempo, il carattere strutturale del caro energia sta portando sempre più imprese italiane a rallentare o addirittura a fermare la produzione. Dopo la chiusura delle fornaci a Murano, è di oggi la notizia che in Sardegna la Portovesme, l’unico produttore primario di zinco e piombo in Italia, fermerà le sue linee di produzione, con un impatto su 400 dipendenti diretti e altri dell’indotto, fino a quando non ci sarà un cambiamento significativo nei prezzi del mercato dell’energia. È evidente che tutto questo avrà fortissime ripercussioni a livello sociale e occupazionale.”

Anche il suo compagno di partito e  vicepresidente della commissione industria a Palazzo Madama, il senatore Paolo Ripamonti, chiede “un intervento  rapido e sostanzioso al Governo che dia respiro a famiglie e  imprese italiane contro i rincari dell’energia, finanziando in  manovra questa misura con il taglio degli sprechi del reddito di  cittadinanza. L’odierna vicenda della Portovesme e la ricaduta  che la scelta di interrompere la produzione avrà su attività e  addetti e’ una dimostrazione plastica del rischio che corrono  migliaia di aziende italiane in questo quadro desolante. E’ di  tutta evidenza che i 2 miliardi attualmente previsti in manovra  non saranno sufficienti a contenere il caro energia nel primo  trimestre 2022. La proposta della Lega è andare ad aumentare i  fondi stanziati per il contrasto ai rincari attingendo dalle  risorse previste per il reddito di cittadinanza, dando in questo  modo un concreto segnale al Paese. Non ha senso sprecare soldi  pubblici finanziando l’assistenzialismo, bisogna investire per  sostenere e stimolare il lavoro“.

Fonte: Ansa-Agi

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