Presentato alla tenuta di Suvignano il volume del progetto dedicato all’emigrazione sarda in centro Italia

Un punto di arrivo che è un nuovo punto di partenza per il Circolo “Peppino Mereu”, nell’anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori proclamato dall’ONU

L’incontro che si è tenuto ieri, domenica 25 gennaio, nella Sala della Legalità della Tenuta di Suvignano, bene sottratto alla mafia e restituito alla società, costituisce sia un punto di arrivo che un punto di partenza per il progetto E.S.C.I. -Emigrazione Sarda nel Centro Italia, promosso dal Circolo “Peppino Mereu” di Siena insieme ad altri Circoli.

La presentazione del volume (presto seguito da un e-book) che raccoglie le testimonianze di alcune famiglie sarde emigrate, che hanno costituito il vero e proprio motore del progetto, è stata l’occasione per riflettere sulla ricchezza dello scambio umano e culturale che si è realizzato dagli anni ‘60 tra la comunità sarda immigrata e le comunità accoglienti, creando una cultura nuova, ibrida, ma mai separata dall’identità, e insieme una memoria collettiva vitale e in costante crescita.

Erano presenti, in rappresentanza delle rispettive istituzioni sostenitrici del progetto, Mia Diop, vicepresidente della Regione Toscana e assessora al recupero e alla riqualificazione dei beni sottratti alla mafia e cultura della legalità, Desiré Alma Manca, assessora del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna, Alberto Taccioli vicesindaco del Comune di Monteroni d’Arbia, il direttore dell’Ente Terre Toscane Giovanni Sordi e il presidente dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna Stefano Lavra, che hanno ragionato con i rappresentanti dei Circoli sul valore attuale della difesa della memoria che non porti a “musealizzare” sé stessa, bensì a creare iniziative vive in uno scambio fecondo tra generazioni. In particolare, in tale contesto, Diop ha sottolineato l’importanza dell’insegnamento della legalità alle nuove generazioni e Lavra l’anarchia positiva dei sardi che mette al centro la libertà della persona.

Oggi, la caparbietà dei giovani immigrati che scelsero di stabilirsi in questi territori mostra i suoi frutti attraverso aziende produttive gestite da figli e nipoti, e l’esempio di accoglienza può essere presa come modello di integrazione virtuosa tra diverse culture, in un momento storico preoccupante per i troppi episodi di chiusura e intolleranza, come ha fatto notare Taccioli.

Elio Turis del Circolo “Peppino Mereu”, fondato dal pastore-poeta Pietro Siotto, ha spiegato che E.S.C.I. “non è un museo, ma uno spazio della narrazione della memoria perché essa non vada perduta. I documenti, le immagini e le voci sono fruibili qui in Sala sui 4 totem, insieme ai pannelli che regalano una forte dimensione sensoriale anche per i portatori di disabilità, ma anche sull’archivio digitale online (www.emigrazionesardacentroitalia.it )”.

Il progetto, con lo Spazio della narrazione a Suvignano, il docu-film Oltre il mare realizzato insieme dal regista sardo Irio Pusceddu, (il regista  è anche il responsabile dell’allestimento e dell’organizzazione multimediale),  e il volume presentato, è stato ispirato alla ricerca che, negli anni ‘80, il Prof. Piergiorgio Solinas dell’Università di Siena portò avanti insieme ad alcuni giovani ricercatori. Una di questi, Sandra Becucci, ha spiegato come lei e gli altri iniziarono dall’analisi delle iscrizioni nelle 36 anagrafi della provincia di Siena per trovare gli immigrati, realizzando in seguito più di 100 interviste sonore, che hanno costituito la base dell’attuale progetto.
In occasione della presentazione del volume, è stato esposto il bellissimo tappeto della scuola di Maria Lai, che va ad arricchire la Sala della Legalità di Suvignano. L’artista sarda nel 1981 realizzò, “Legarsi alla montagna”, la prima opera  internazionale di arte relazionale; Damiano Rossi della Stazione dell’arte di Ulassai ha ricordato l’importante operazione della Lai, attiva, costruttiva e politica, per ricollegare il paese con la sua memoria, che coinvolse gli abitanti e consumò ben 27 km di nastri. Le donne tessevano in strada e compongono la cooperativa più longeva dell’isola. Oggi, insieme alla Stazione, il paese è un museo di arte contemporanea all’aperto, che simboleggia l’arte che ritorna alla comunità che vuole incontrare le altre comunità.

Per il futuro, il progetto E.S.C.I. sta già lavorando a molte iniziative, dal coinvolgimento di nuove famiglie nell’archivio alla sensibilizzazione delle scuole, dalla creazione a Suvignano di una fattoria didattica alla partecipazione all’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, proclamato dall’ONU per il 2026. Come ha auspicato la Presidente del Circolo Mereu, Dina Meloni, il risultato atteso è la creazione un ecosistema culturale, educativo e digitale capace di tenere viva la memoria, rafforzare i legami tra territori e generazioni, promuovere legalità e sostenibilità e valorizzare il patrimonio umano, produttivo e culturale legato alla Sardegna nel centro Italia.

di Luisa Marini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto