Presentato il piano di politica linguistica alla seconda commissione del Consiglio Regionale

Lo scorso giovedì l’assessora alla Cultura Ilaria Portas ha presentato il Piano di Politica Linguistica 2025-2029 alla seconda commissione permanente del Consiglio Regionale presieduta dall’on. Camilla Soru. Si tratta di un documento di pianificazione strategica attraverso il quale nel prossimo quinquennio la Regione tutelerà e promuoverà la lingua sarda e le altre lingue di Sardegna.
L’esponente della Giunta ha spiegato che la Regione destina 3,7 milioni di euro al Piano per la lingua sarda e ha indicato gli ambiti e le azioni previste dalla legge regionale 22 del 2018. Portas ha segnalato i buoni risultati ottenuti dal bando Imprentas, dedicato al sostegno e alla promozione dell’uso delle lingue della Sardegna nell’editoria che consentito la realizzazione di prodotti editoriali di qualità che hanno diffuso nel mondo la lingua sarda e la collaborazione avviata con altre Regioni di paesi UE che contano lingue minoritarie al loro interno. Ha inoltre ricordato l’avvio della standardizzazione ortografica del tabarchino mentre è in fase di valutazione il problema del precariato degli operatori degli sportelli linguistici.
Dopo l’esposizione dell’Assessora, la Commissione ha ricevuto in audizione Franciscu Sedda, in rappresentanza di A Innantis!, Antonio Ignazio Garau che ha parlato in nome di circa 50 operatori linguistici e Lorenzo Argiolas per il movimento Sardegna Chiama Sardegna.
Franciscu Sedda ha salutato favorevolmente il piano, ma in considerazione del fatto che la bozza attuale si concentra soprattutto sull’analisi di quanto realizzato negli ultimi anni, ha proposto, a nome del suo movimento politico, un documento che lo integra in maniera più ambiziosa, così che si possa superare lo scollamento tra convinzioni dichiarate e pratiche effettive dei sardi (apprezzano la lingua ma non la parlano). Per far sì che venga raggiunto questo risultato sono necessarie risorse economiche, sarebbe quindi opportuno raddoppiare gli stanziamenti e inserirli in un quadro di interventi strutturali e continuativi.
In seguito anche Antonio Ignazio Garau, operatore storico nella provincia di Oristano, ha espresso apprezzamento per il documento ma ha segnalato diverse criticità: l’assenza di continuità operativa e occupazionale per gli sportellisti di lingua sarda che di fatto sono i principali esecutori della politica linguistica sui territori, la necessità della formazione degli insegnanti e di materiale didattico, l’opportunità di ricercare la collaborazione con i tribunali che consentirebbe alla lingua di fare un grande passo in avanti da un punto di vista del prestigio sociale.
Per ultimo è intervenuto Lorenzo Argiolas secondo il quale una lingua è usata soltanto se utile e crea opportunità quindi è necessario, affinché il sardo viva e cresca, che diventi “conveniente” ma occorre una analisi più approfondita della situazione reale per cercare di comprendere al meglio le politiche da porre in essere.
Terminate le audizioni, la Presidente della Commissione, dopo aver ringraziato i presenti per gli interventi che hanno fatto emergere aspetti molto interessanti sulla questione della lingua sarda, ha rinviato a una prossima seduta l’espressione del parere, che terrà conto delle criticità e delle necessità segnalate.

Di Roberto Pinna

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