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SAN GIOVANNI SUERGIU: PRIME CREPE NELLA MAGGIORANZA. SALTA CONSIGLIO COMUNALE.

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È terminata la luna di miele nella maggioranza politica di San Giovanni Suergiu? Oppure cominciano a sentirsi i primi segnali di stanchezza amministrativa? Tutti quesiti di cui al momento non ci sono risposte ufficiali ma il dato oggettivo è che lo svolgimento dell’ultimo consiglio comunale, tenutosi il 5 novembre, ha dell’incredibile. Convocato dalla sindaca Elvira Usai con un solo punto all’ordine del giorno: la surroga del consigliere comunale Alessandro Massaiu, dimissionario ufficialmente per problemi personali, e che si sarebbe dovuto svolgere in maniera celere. Invece non è passato inosservato agli occhi della minoranza l’assenza di tre membri della maggioranza e che non avrebbe consentito il raggiungimento del numero legale senza l’apporto dei consiglieri di “Progetto comune”, quindi di minoranza, formato da Eloise Carboni, Valentina Cuccu, Antonio Fanni e Claudio Pistori.

Benché l’ordine del giorno avesse una portata strutturale per questa amministrazione, –  scrivono i consiglieri di minoranza –  la nostra Sindaca si è presentata in aula con una maggioranza parziale, amputata di ben tre membri della Giunta Comunale, il Vice Sindaco Marco Zusa, l’assessore Giuseppe Pinna e l’assessore Camilla Melis, oltre ovviamente al Consigliere Massaiu. Nonostante le legittime giustificazioni degli assenti, mai state in contestazione, l’effetto prorompente è stato quello di decapitare l’attuale maggioranza rendendola di fatto numericamente soccombente.”  A nulla sono servite le rimostranze rappresentate dal gruppo di minoranza se non ad alimentare lo sconcerto della sindaca che presa da un momento di euforia si è scagliata contro gli stessi. “Arduo è stato peraltro, –  ribadiscono i consiglieri –  nonostante la banalità del calcolo, lo sforzo profuso da questo gruppo per persuadere la Sindaca sull’ oggettività conclamata della mancanza del numero legale, in una discussione accesa in cui la sua reazione si è contraddistinta, alla presenza di tutti i Consiglieri, per i toni supponenti e arroganti con noi utilizzati. Ancor più gravi e da noi ritenute irricevibili, inammissibili se non anche oltraggiose, sono state le accuse, che la Sindaca ci ha rivolto, di scarsa responsabilità e solidarietà istituzionale, per avere noi LEGITTIMAMENTE svolto il ruolo che ci compete, segnalando la gravità di quanto accaduto e per questo aver deciso di abbandonare la seduta, in totale ed evidente spregio delle nostre prerogative istituzionali.”

La reazione sproporzionata da parte della Usai farebbe supporre a dei malesseri che, probabilmente, si vivono all’interno della maggioranza con una gestione accentrata sulla figura principale della Sindaca e di pochi assessori, lo dimostra il fatto che poche sono le dichiarazioni a mezzo stampa dei vari componenti della maggioranza a differenza dell’onnipresenza del primo cittadino e di un defilato vice sindaco che si intravede solo in alcuni,e non a tutti, gli avvenimenti culturali, avendone la delega. Sconosciuti ai più gli altri componenti, come poche sono le proposte in consiglio comunale se non avanzate dalla Sindaca. “Onestà intellettuale, – prosegue il comunicato della minoranza –  anche in conformità al ruolo rivestito, imporrebbero alla Sindaca di assumersi totalmente la responsabilità di un tale fallimento, peraltro evitabile con una maggiore accuratezza nella verifica dei Consiglieri di maggioranza ed assessori presenti. E’ onere della Sindaca dover garantire la sopravvivenza della propria maggioranza, assicurandosi l’autosufficienza nella realizzazione del programma di Governo, e non pretendere che sia la minoranza a colmare il vuoto di una tale incapacità.” A farne le spese chi dovrebbe subentrare al dimissionario che dovrà aspettare fino a giovedì sette novembre per avere il mandato ufficiale. “Piena ed incondizionata solidarietà al candidato Consigliere Marco Lambroni, –  conclude la nota – preposto in luogo del dimissionario Alessandro Massaiu, per essere stato vittima incolpevole dell’inefficienza della maggioranza di cui farà parte.” Quando manca poco meno di 2 anni alla fine del mandato dell’attuale giunta, si intravedono segnali di dissenso da parte di alcuni componenti della maggioranza che, specialmente, sui social non disdegnano di condividere i malesseri rappresentati dai cittadini suergini, apponendo il loro like. Se è vero che le considerazioni si fanno sempre alla fine del mandato è anche vero che un paese con più di seimila abitanti dovrebbe avere un ruolo importante nel territorio (che non ha) o, perlomeno, avere un’attività sociale, culturale e politico rilevante. Nulla di tutto questo se non qualche sparuto intento di far parlare il paese con i soliti eventi dozzinali legati allo street food e a un riconoscimento alla cipolla locale che non ha suscitato tutto questo interesse ne tra gli abitanti tantomeno nel territorio. Rimandata quindi a giovedì prossimo l’incontro in consiglio che si preannuncia affollato e incandescente. Magari qualche tecnica meditativa potrebbe essere utile per calmare gli ardori di chi, pur nel torto, vorrebbe essere autoritario  e non Primus inter pares come il ruolo richiederebbe.

Claudio Moica

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