I Sindaci dei Comuni della Provincia del Sulcis Iglesiente lanciano un appello urgente alla Regione Sardegna e all’ASL territoriale per affrontare quella che definiscono “una situazione ormai insostenibile” della sanità locale. In una nota congiunta, i primi cittadini esprimono “profonda preoccupazione per il progressivo deterioramento dei servizi sanitari territoriali”, aggravato – denunciano – da chiusure improvvise e prolungate delle guardie mediche.
Negli ultimi mesi, infatti, si sono moltiplicati i casi di sospensione temporanea del servizio, spesso comunicati all’ultimo momento, lasciando intere comunità senza assistenza sanitaria, proprio nei momenti di maggiore necessità. “Questa condizione – sottolineano i Sindaci – è ormai divenuta ordinaria e mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, compromettendo la continuità di un servizio che dovrebbe essere essenziale e costante”.
Particolarmente critica risulta la situazione nei centri in cui manca anche il medico di base: qui, l’assenza contemporanea di medico e guardia medica espone la popolazione – in particolare anziani, bambini e persone fragili – a rischi ritenuti “inaccettabili”, negando di fatto il diritto costituzionale alla tutela della salute.
I Sindaci chiedono dunque un intervento immediato e concreto, articolato in quattro punti:
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chiarimenti ufficiali sulle cause e responsabilità delle sospensioni dei servizi;
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un piano straordinario di reclutamento di medici e personale sanitario nei distretti più in difficoltà;
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la riattivazione immediata dei presidi di guardia medica attualmente chiusi, anche solo per 24 ore;
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l’istituzione di un tavolo di confronto permanente tra Regione, ASL, Enti locali e rappresentanti delle comunità territoriali.
“La tutela della salute dei cittadini del Sulcis Iglesiente non può più attendere”, ribadiscono i Sindaci, che chiedono “di restituire ai nostri territori la dignità e la sicurezza di un servizio sanitario accessibile, efficiente e umano”.
I primi cittadini confermano inoltre la piena disponibilità a collaborare “in modo costruttivo e unitario” con le istituzioni regionali e sanitarie, ma sollecitano un segnale di attenzione immediato: “L’urgenza della situazione deve essere riconosciuta e affrontata con la massima serietà”.
Fonte: comunicato

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