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“Sanità Militare, si cambia al buio”: la denuncia del SIM Carabinieri

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Il SIM Carabinieri attacca duramente il metodo con cui è stato inviato lo schema di riforma della Sanità Militare: una semplice comunicazione e appena dieci giorni per presentare osservazioni. Un tempo considerato “assurdo e offensivo”, soprattutto perché la riforma non ritocca qualche dettaglio, ma riscrive l’intero impianto della sanità della Difesa, dalla struttura centrale alla rete territoriale, fino alla nascita – dal 2027 – del Corpo Unico della Sanità Militare.

Per il sindacato si tratta di una rivoluzione chiesta “in fretta e al buio”, senza i documenti necessari per comprenderne davvero gli effetti. Mancano stime dei costi, analisi tecniche, coperture finanziarie, impatti su personale e servizi, elementi considerati imprescindibili per una riforma di queste dimensioni. Da qui la denuncia: “Come si può esprimere un giudizio serio senza dati né trasparenza?”

Il SIM ricorda che provvedimenti scritti in fretta in passato hanno prodotto errori pesanti, e teme che la storia possa ripetersi. Soprattutto perché – sottolinea – il sistema sanitario militare oggi ha già ferite aperte: organici ridotti, mancanza di specialisti, strutture datate, attese lunghissime per esami e accertamenti, previdenza complementare senza reali risorse e stipendi non in linea con responsabilità e sacrifici.

A rendere tutto più inquietante è la clausola di “invarianza finanziaria”: una riforma così grande dovrebbe avvenire senza costi aggiuntivi. Il sindacato chiede se esistano fondi reali da qualche parte, se arriveranno con la Legge di Bilancio o se verranno presi da altri capitoli di spesa. Se invece i soldi non ci sono, la domanda diventa secca: cosa verrà tagliato per far quadrare il sistema?

Il SIM Carabinieri chiede quindi cinque interventi immediati: proroga dei termini, trasmissione completa degli atti tecnici ed economici, confronto vero, pubblicazione delle coperture e garanzia che non vengano sottratte risorse ai servizi già in sofferenza.

Dietro questo appello, il sindacato ricorda una cosa semplice: chi garantisce ogni giorno la sanità militare merita rispetto, non una consultazione lampo su una riforma che ne cambia il destino.

Fonte: comunicato

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