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Sant’Antioco: il porto escluso dall’autorità di sistema della Sardegna. Locci “Il Presidente avvii l’iter per il rientro”

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“Il Presidente della Regione Sardegna avvii l’iter amministrativo che consenta al porto di Sant’Antioco di rientrare nell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, quale giusto riconoscimento all’importanza strategica rivestita dallo scalo di Sant’Antioco, anche in termini di sviluppo dell’intero territorio circostante”.

La Giunta comunale di Sant’Antioco, su proposta del Sindaco Ignazio Locci, ha deliberato la richiesta ufficiale al Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas di avviare immediatamente l’iter che consenta al porto antiochense, classificato come categoria seconda- classe terza, di entrare nell’ambito dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna. Una richiesta legittima, avanzata a più riprese, che oggi, di fronte al silenzio reiterato della Regione Sardegna, assume la forma dell’atto di Giunta, con l’auspicio che l’Esecutivo guidato dal presidente Solinas possa definitivamente farsi carico della richiesta avanzata dalla comunità di Sant’Antioco.

Attualmente – spiega il Sindaco Ignazio Locci – il nostro è l’unico scalo isolano fuori dall’ambito del sistema portuale di Sardegna. Sistema che, riconosciuto tra i migliori in Italia per la sua capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati, da ieri potrà peraltro beneficiare di oltre 500 milioni di euro per una serie di interventi da eseguire nella rete dei porti sardi, eccezion fatta per quello antiochense. Ormai, di fronte all’attuale scenario, non ha alcun senso che il porto di Sant’Antioco resti fuori dall’Autorità di sistema e continui a rimanere sotto l’egida della Regione Sardegna: questo crea una discriminazione tra territori non più tollerabile. Lo scalo antiochense riveste un ruolo fondamentale per tutto il Sud Ovest della Sardegna e francamente non si capisce per quale ragione debba ancora essere tagliato fuori da un sistema che, come detto, gestisce anche una buona fetta di risorse. Basti pensare che il Comune di Sant’Antioco, nonostante non sia di sua competenza, costantemente anticipa risorse ed esegue lavori di manutenzione nelle aree portuali, mentre dall’altra parte si investono 500 milioni di euro. Questo non è accettabile“.

L’Amministrazione comunale a conclusione di un iter durato anni, nel 2019 ha approvato la presa d’atto della “Variante al Piano Regolatore del Porto”, che prevede la suddivisione delle aree portuali salvaguardando l’attività della pesca, la produzione commerciale e concedendo ampi spazi alla cantieristica e ai posti barca da diporto, nonché ai servizi che faranno dal collegamento al centro urbano. “Questo perché è sempre stato nostro intendimento – prosegue il Sindaco – assicurare un futuro all’insegna dello sviluppo economico alle aree portuali di Sant’Antioco, che passi per una loro riconversione attraverso la valorizzazione del comparto turistico e lo sviluppo della cantieristica, senza dimenticare la pratica professionale della pesca e la residuale attività dell’industria del sale che insiste sul compendio delle zone umide prossime al porto – zona Santa Caterina. Ma per realizzare tutto questo occorre che la Regione faccia la sua parte ed elimini questo vero e proprio gap strutturale tra il porto di Sant’Antioco e le restanti realtà sarde: il passaggio al sistema regionale garantirebbe lo sviluppo turistico del territorio, favorendo anche il traffico marittimo“.

Fonte: comunicato stampa comune

Redazione Administrator
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