Primo PianoSud Sardegna

Sant’Antioco: marito e moglie senza un tetto, obbligati a dormire in macchina

Condividi

Lo scorso 14 novembre avevano dovuto lasciare la casa nella quale vivevano con la propria bambina di 9 anni, da allora Ilaria Pau, 30 anni di Sant’Antioco, ed Emanuele Grussu, 33enne originario di Gonnosfanadiga, rispettivamente moglie e marito, poiché impossibilitati a reperire una soluzione abitativa adeguata alle proprie possibilità economiche, sono costretti a dormire in macchina la notte spostandosi da un luogo all’altro del territorio comunale.

Da svariati giorni, racconta con un mix di tristezza e preoccupazione Ilaria Pau, siamo obbligati a dormire in macchina. Nostra figlia la notte viene ospitata a casa dei nonni qui a Sant’Antioco, i quali avendo un’abitazione piccola in cui vivono anche altri miei familiari sono impossibilitati a ospitarci tutti in maniera dignitosa. Io percepisco solo 500 euro di reddito di cittadinanza, mentre mio marito attualmente sbarca il lunario svolgendo lavori saltuari soprattutto nel settore della pesca. Non possiamo permetterci di spendere cifre importanti, ma se qualcuno ci offrisse la possibilità di pagare un affitto ridotto e adeguato alle nostre possibilità, ci toglierebbe dalla strada”.

La coppia ha anche chiesto aiuto alle istituzioni comunali, le quali (da quello che ci è stato raccontato) hanno accolto la richiesta impegnandosi a ricercare delle soluzioni abitative: “ho sottoposto il nostro problema al Sindaco Ignazio Locci, spiega la giovane donna, il quale ci ha rassicurato sul fatto che farà tutto il possibile per aiutarci. Però la nostra situazione attuale non ci permette di attendere i tempi della burocrazia, abbiamo bisogno di aiuto subito”.

Un appello rivolto, oltre che alle istituzioni locali, anche ai cittadini affinché si possa trovare una soluzione abitativa adeguata alle esigenze di questa famiglia che, al pari di tante altre in questo momento di grave emergenza sanitaria, vive una condizione di difficoltà economica e, giocoforza, familiare.

Comment here