Sassari: Violenza di genere. Formazione e diagnosi per tutelare le vittime

La violenza sulle donne rappresenta un’emergenza sanitaria e sociale che richiede interventi rapidi, competenze specifiche e una stretta collaborazione tra professionisti. È questo il messaggio centrale emerso dal corso di formazione “Violenza di genere: approccio multidisciplinare nell’inquadramento clinico e forense”, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Sassari e svoltosi sabato 24 gennaio presso il Cine Teatro Astra.

La giornata formativa, rivolta a operatori sanitari, studenti di Medicina e Chirurgia e rappresentanti delle forze dell’ordine, ha affrontato il tema della violenza di genere sotto il profilo clinico e forense, ponendo l’accento sull’importanza di una valutazione tempestiva e accurata delle vittime. La corretta documentazione delle lesioni, corredata da reperti oggettivi e utilizzabili in sede giudiziaria, è stata indicata come uno degli elementi fondamentali per tutelare le vittime e contrastare efficacemente il fenomeno.

Responsabili scientifiche dell’evento Daniela Soro e Daniela Casu, che hanno strutturato il convegno attorno a tre principali ambiti di intervento: la valutazione delle lesioni nel vivente, l’analisi dei casi di femminicidio e l’abuso sui minori.

Nel corso della prima sessione, moderata da Paolo Pinna Parpaglia e Mariano Scaglione, Laura Piras ha illustrato il “Percorso Rosa” attivo presso l’AOU di Sassari, descrivendo il percorso assistenziale che prende avvio dal Pronto Soccorso e prosegue nell’“ambulatorio rosa”, dove personale sanitario dedicato effettua le prime valutazioni cliniche e coordina il coinvolgimento delle diverse figure professionali, inclusa la valutazione ginecologica. Giampiero Capobianco ha ribadito l’importanza della tempestività degli accertamenti ginecologici, illustrando le tipologie di lesioni riscontrabili, le indagini cliniche e laboratoristiche previste e il ruolo centrale delle ostetriche in un’ottica interdisciplinare.

«Si tratta dell’inizio di un percorso formativo da affrontare necessariamente in chiave multidisciplinare», ha sottolineato Salvatore Lorenzoni, presidente dell’Ordine provinciale. In questo contesto, particolare rilievo è stato attribuito al contributo della radiologia forense. Claudia Giaconi, dell’Università di Pisa, ha spiegato come la diagnostica per immagini consenta di individuare lesioni non sempre evidenti all’esame clinico, fornendo una documentazione oggettiva, confrontabile nel tempo e di grande valore in ambito clinico-legale. La specialista è intervenuta anche nelle sessioni successive, affrontando le valutazioni post mortem tramite esame TC nei casi di femminicidio e nei bambini vittime di violenza.

Rosa Maria Gaudio, professore associato di Medicina Legale all’Università di Ferrara, ha quindi approfondito le attività di rilevazione e supporto delle vittime di violenza, condividendo l’esperienza maturata nella propria Regione e offrendo indicazioni pratiche per il riconoscimento della lesività sospetta. Centrale il richiamo all’importanza della diagnosi differenziale e alla necessità di una rete territoriale di vigilanza e supporto multidisciplinare.

La seconda sessione ECM, dedicata al femminicidio e moderata da Salvatore Lorenzoni e Mariano Scaglione, ha visto l’intervento di Rosanna Cecchi, ordinaria di Medicina Legale all’Università di Modena, che ha illustrato la definizione di femminicidio in ambito forense. La docente ha evidenziato le differenze tra gli omicidi di donna e i femminicidi propriamente detti, definiti come atti finalizzati alla negazione dell’autodeterminazione della vittima, presentando i dati del primo studio nazionale su questo fenomeno.

L’ultima sessione, dedicata al “Child Abuse”, moderata da Daniela Casu, Gianfranco Meloni e Daniela Soro, ha ospitato gli interventi delle pediatre Giovanna Cossu e Paolina Olmeo dell’Unità Operativa di Pediatria dell’AOU di Sassari, che hanno presentato casi clinici rilevati nel pronto soccorso pediatrico cittadino.

L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione: circa 120 studenti del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, numerosi professionisti sanitari e rappresentanti della Guardia di Finanza, della Polizia Locale e dell’Arma dei Carabinieri. Per la prima volta, la presenza degli studenti è stata resa possibile grazie a un accordo con il presidente del corso di laurea, Antonio Giuseppe Maria Cossu, segnando un passo significativo nella formazione delle future generazioni di medici su un tema di rilevanza cruciale per la salute pubblica e la tutela dei diritti fondamentali.

Fonte: comunicato

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