LavoroPolitica regionale

A rischio 1700 posti dei lavoratori Tim in Sardegna. Desirè Manca (m5s) presenta una mozione e porta il caso in consiglio regionale

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Una nuova vertenza di dimensioni gigantesche si affaccia sulla nostra regione già flagellata dalla pandemia. Mi riferisco ai pesanti tagli che potrebbero seguire allo spacchettamento del Gruppo Tim. E mentre in tutta Italia e in Sardegna cresce la preoccupazione dei sindacati per le sorti dei lavoratori del settore delle telecomunicazioni, la Regione Sardegna resta a guardare, senza curarsi delle conseguenze di quello che si prefigura come un vero e proprio dramma sociale, considerato che nella nostra isola il Gruppo Tim conta 700 lavoratori diretti e oltre mille indiretti”.

Il nuovo piano industriale dell’Azienda – spiega Desirè Manca (M5s) – verrà presentato ufficialmente il prossimo 2 marzo, ma se le indiscrezioni saranno confermate, e verrà attuato uno spacchettamento in due dell’Azienda con la creazione di due società separate, la compagnia potrebbe vedere ridurre di 8mila persone la sua attuale forza lavoro di circa 42mila dipendenti”.

Non possiamo accettare che la Regione Sardegna resti in silenzio. Migliaia di lavoratori sardi a breve potrebbero rischiare il licenziamento. Pertanto ritengo sia urgente che chi di dovere si attivi per sollecitare il Governo affinché venga aperto un confronto politico sulle Telecomunicazioni”.

Così la consigliera regionale penta stellata ha presentato una mozione che impegna il Presidente Solinas e l’assessora al Lavoro Zedda a salvaguardare i lavoratori sardi del Gruppo Tim, e garantire il mantenimento dei livelli di occupazione diretta e indiretta di tutta la filiera delle telecomunicazioni, predisponendo immediate iniziative congiunte per discutere le politiche industriali settore.

Le segreterie regionali confederali e di categoria hanno richiesto un incontro al presidente della Giunta oltre un mese fa, tuttavia l’impegno preso in quell’occasione non è stato rispettato. Dobbiamo tutelare questi lavoratori e queste famiglie, per questo il 23 febbraio, in occasione della manifestazione davanti al palazzo del Consiglio regionale, saremo in piazza assieme ai lavoratori, per far sentire la nostra voce a chi non vuol sentire”.

fonte: comunicato stampa

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