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AUCHAN-CONAD: ORLANDI “SERVONO COLLABORATORI MOTIVATI”. ARDAU “OCCORRONO TAVOLI TERRITORIALI”

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Hanno suscitato malumori le dichiarazioni rilasciate da Michele Orlandi, direttore di Conad del Tirreno (Lazio, Toscana e Sardegna) a Videolina, emittente televisiva sarda, in cui specificava di poter “occupare tutti i lavoratori della Sardegna nel giro di 18-24 mesi, dopo un adeguamento professionale, per chi vorrà lavorare con noi. Chiedo ai dipendenti disponibilità e di darci fiducia. La cassa integrazione – ha aggiunto – può essere momentanea, abbiamo bisogno di collaboratori motivati”. A comunicare le proprie insoddisfazioni sulle affermazioni del numero uno di Conad Sardegna è stato Cristiano Ardau – Segretario Generale della UILTuCS Sardegna.

“Se finalmente Conad esce allo scoperto con alcune importanti anticipazioni – dichiara  Ardau –  siamo pronti ad avviare il confronto in Sardegna. Dopo venti anni di ottimi accordi con Conad però tra le premesse c’è la richiesta da parte del sindacato di fiducia per il passato dei 725 dipendenti Auchan.

I lavoratori Auchan negli anni hanno sempre lavorato con disponibilità e dedizione, nonostante le contraddizioni del mondo del lavoro della grande distribuzione; ogni giorno, domeniche e festivi compresi. Non va fatto alcun appello, poiché pronti a fare la loro parte, come sempre hanno fatto. Conad potrebbe sorprendersi e, trovare lavoratori fortemente motivati con un forte senso di responsabilità.”

Di contro il segretario chiede che sia proprio la Conad a dover “dare segnali, per la vertenza iniziata male 8 mesi fa, ad oggi senza risposte ai grandi temi che il sindacato ha posto, dove non si è voluto ricercare il consenso dei sindacati e dei dipendenti. Meglio che la partita si giochi in Sardegna in appositi tavoli territoriali, ma lo scenario va capito meglio. Si parla di un tempo importante di collocazione in cassa integrazione per 24 mesi che, può creare danni enormi alle tasche dei lavoratori. Non vorremmo che con un lasso di tempo così lungo si inducano i lavoratori a dover scegliere l’esodo e risolvere il problema degli esuberi a Conad. La CIGS porta con se grosse perdite di retribuzione. Come il tema delle ricollocazioni, su chi verrà scelto, che reimpiego e dove verrà proposto e per quali professionalità.

Una “non scelta” che desta forte preoccupazione – prosegue Ardau –  e che necessità un quadro chiaro di riferimento considerato che la cassa integrazione non deve essere l’anticamera del licenziamento ma strumento per il rilancio dei negozi, condiviso con i lavoratori ma basato su un piano industriale credibile, con procedure verificabili e tempi certi.

Siamo pronti al confronto, ma le logiche aziendali devono mettere davanti a tutto le persone, lavoratori Auchan che in Conad, devono vedere il proseguo della loro occupazione.

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