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CORONAVIRUS: IL PERSONALE DELLE AMBULANZE RECLAMA MATERIALE. LENZOTTI “NON GARANTIREMO TUTTI. DIMINUITE IL PERSONALE”

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In Sardegna il servizio di emergenza comincia a lamentare le difficoltà e le precarietà in cui si trovano: mancanze di mascherine, di attrezzatura adatta per gli interventi su persone con probabili contagi. Non è certo di aiuto l’Areus, l’Azienda Regionale dell’Emergenza e Urgenza della Sardegna, che in un’ultima comunicazione alle associazioni a firma del direttore Giorgio Lenzotti invita tutti a “stare compatti, di fare squadra tutti insieme perché solo così si può vincere questa battaglia.” Nella stessa mail si leggono però le noti dolenti:

 “Ci sono però delle criticità che dobbiamo affrontare insieme e la cosa più importante è la carenza di DPI su tutto il territorio nazionale e quindi anche da noi. AREUS ha ricevuto una quantità di  materiali da ATS e dalla Protezione Civile molto inferiore rispetto al fabbisogno individuato e trasmesso alla Regione ed alla Protezione Civile; distribuiamo tutto quello che ci arriva ma dando priorità ovviamente agli equipaggi delle Mike; Abbiamo richiesto DPI per fornirli anche alle postazioni di base ma ancora non abbiamo avuto risposte; state sicuri che non appena ne saremo in possesso provvederemo a fornirveli. È verosimile però che la carenza duri ancora per cui sarebbe importante che insieme alle Centrali Operative decidessimo quali associazioni privilegiare sulla base della distribuzione territoriale, perché probabilmente non riusciremo a garantire tutti e già oggi, come sapete molte piccole associazioni hanno finito o stanno finendo le loro scorte. In ogni caso qualora le vostre Associazioni fossero in grado di approvvigionarsi attraverso canali diversi rispetto ai nostri, fatelo con tranquillità, quando finirà l’emergenza ci presenterete i conti e rimborseremo le spese.”

Ma le parole più assurde sono dedicate al ridurre il numero del personale a bordo delle autoambulanze e selezionare gli interventi per privilegiare solo quelli urgenti come sei i volontari fossero in condizioni di dover decidere attraverso una chiamata ma soprattutto dover favorire alcuni interventi a discapito di altri:

“Abbiamo inoltre chiesto all’assessorato di consentirci di superare la convenzione là dove si indica che gli equipaggi devono essere composti da un autista e due soccorritori, portandoli ad un autista ed un soccorritore. Se anche la Regione non dovesse risponderci, come è possibile, vi autorizzo – scrive Lenzotti – comunque a decidere di volta in volta rispetto alla tipologia della chiamata: lo scopo è quello di limitare dal massimo il numero di contatti e ridurre anche, seppure in modo limitato il consumo di DPI. Chiederò anche alle Centrali Operative, che sono sottoposte ad un lavoro massacrante e spero che reggano ma non è facile, di valutare davvero con particolare attenzione, ovviamente per quanto possibile, l’invio dei mezzi per i codici verdi escludendo assolutamente quello per i codici bianchi che seppure pochi comunque ci sono.”

In una situazione di grave emergenza l’Areus denota poca capacità nel gestirla e invece di trovare soluzioni che mettano in condizioni di sicurezza gli operatori si limita a ridurre il servizio e quindi da oggi chi avrà necessità di un trasporto o farà un incidente lieve non gli sarà assicurato la prestazione di soccorso? Lenzotti si assumerà la responsabilità di questa sua direttiva qualora una richiesta ritenuta da codice bianco o verde si trasformi in rosso? Chi ha incarichi di direzione, specialmente di Aziende regionali di questo spessore, deve trovare soluzioni che diano tranquillità agli utenti e soprattutto a chi tutti i giorni interviene per salvare la vita alle persone in difficoltà. In un momento di estrema complessità non si può ridurre un servizio come l’emergenza sanitaria anzi si dovrebbe implementare cercando risorse utili e non lavarsene le mani qualora la “Regione non dovesse rispondere”.

Queste sono tutte criticità che dovranno essere analizzate al termine di questa pagina dolorosa e difficile che sta vivendo l’Italia e chi non sarà stato all’altezza della situazione sia rimossa da ogni incarico.

  

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