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Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG): “Ecco Come ‘uccidere’ la spiaggia di Tuerredda a Teulada”

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C’è la scelta dell’arma per uccidere il povero e bistrattato gioiello ambientale della spiaggia di Tuerredda (Teulada).

Può essere la speculazione immobiliare, rappresentata dal complesso turistico-edilizio che incombe a pochi passi dal mare, fermato da pluriennali battaglie legali, ma tuttora ben presente.

Può essere lo sbancamento per realizzarvi i cavidotti per un’ecologica centrale eolica offshore.

Oppure può essere il sistematico iper-sfruttamento turistico-balneare, fatto di chioschi, stabilimenti, allestimenti per eventi, ombrelloni e chi più ne ha più ne metta.

Purtroppo, nonostante le buone intenzioni rappresentate dall’introduzione del “numero chiuso” dei bagnanti nell’estate 2020, la realtà è sempre la stessa.

Di Tuerredda ne fanno carne di porco, per usare un francesismo.

In questi giorni la spiaggia di Tuerredda è teatro di una pesantissima aggressione per la realizzazione di un evento non conosciuto in base a eventuali ignote autorizzazioni. Un palco, chiasso, centinaia e centinaia di persone, tavoloni e panche per un evento indimenticabile.

E’ già accaduto e non si trattava della prima volta.

Il fatto è che, ora, qualsiasi concessione demaniale marittima balneare può esser rilasciata solo previo bando pubblico per normativa comunitaria ineludibile (direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, c.d. direttiva Bolkestein).  E non si ha notizia di alcun bando pubblico.

Infatti, qualsiasi effetto di eventuali precedenti concessioni demaniali marittime balneari è venuto meno al 31 dicembre 2023 e qualsiasi norma o atto concessorio in contrasto dev’essere disapplicato per giurisprudenza costante (vds. fra tante Cons. Stato, Sez. VII, 30 aprile 2024, n. 3940Cons. St., sez. VI, 1° marzo 2023, n. 2192).

Non serve, quindi, la proroga fino al 31 dicembre 2024 emanata dalla Regione autonoma della Sardegna con la deliberazione Giunta regionale n. 4/118 del 15 febbraio 2024.

La spiaggia appartiene al demanio marittimo (artt. 822 cod. civ.28 cod. nav.), è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), nonché con vincolo di conservazione integrale (art. 10 bis della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha, pertanto, inoltrato (5 maggio 2024) un’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti alla Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio di Cagliari, al Comune di Teulada, ai Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, al Servizio demanio e patrimonio della Regione autonoma della Sardegna, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e alla Capitaneria di Porto di Cagliari – Ufficio Demanio per verificare la legittimità o meno della realizzazione di un evento certamente non in linea con la necessità del mantenimento delle caratteristiche ambientali della spiaggia.

E’ stata informata anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari

Si rammenta, infatti, che, in caso di assenza di legittime autorizzazioni, oltre al reato di cui all’art. 1161 cod. nav. (occupazione abusiva del demanio), possono concorrere anche altre fattispecie penalmente rilevanti come la violazione del vincolo paesaggistico/ambientale (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e il reato urbanistico (art. 31 L del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.).

Il GrIG auspica rapidi accertamenti in proposito.

 

Fonte: Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG)

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