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Il maestro Beppe Costa e il suo incontro con le Anime poetiche e musicali

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Roma, 12 gennaio 2023: Una cambiale da onorare con la cosmogonia dei sentimenti, della passione, del destino.

Quando andò in Galilea, quindi in Albania e Kosovo, non poteva immaginare avrebbe incontrato due occhi in grado di contenere la bellezza e il dramma, la poesia e l’ascesi, l’incanto e l’abisso.

Nasce sotto questa stella l’amicizia tra Beppe Costa e Uke Zenel Buçpapaj, illuminata dalle due costellazioni di un affetto profondo che li unisce ancor più, le figlie Era ed Adela.

Non è semplice per un professore albanese di letteratura comparata venire in Italia. Poi, le disavventure di Beppe in Sardegna nel 2018. Come non bastasse, si è aggiunto siamo stati sequestrati in casa nostra da classi dirigenti (visibili ed invisibili) che attendono il giudizio della storia.

Troppo tempo era passato.

Dodici anni.

Per inciso, la questione del tempo che passa, così, furtivo, andrà chiarita. Ma non è questa la sede.

Gli incontri in video avevano alleviato l’impossibilità dell’abbracciarsi, del guardarsi negli occhi.

Ma, il tempo non ha scalfito il desiderio di ritrovarsi, camminare assieme, nell’abbraccio.

Brace sotto la cenere.

Sicché !

Senza esitare, appena la congiuntura geopolitica e sanitaria l’ha consentito, Beppe ha messo in moto la macchina per rendere omaggio alla loro amicizia.

La libreria Pellicano Libri, avamposto di civiltà in una sorta di paesino che offre ben poco a chi vi abita, si è trasformata in un meraviglioso caravanserraglio della poesia, in  quel precipitato di umanità che chiamiamo amore.

Poesia e musica… musica e poesia… poesia e musica… in un ballo circolare di emozioni da far girare la testa.

I premi alla “carriera” sono stati consegnati, oltre a Uke, a due musicisti che hanno donato la loro arte al mondo, portandola sovente in questa piccola scheggia del pianeta, nella periferia romana, borgata Casalotti.

Marcos Vinicius, chitarrista classico e compositore brasiliano.

La sua è una storia d’amore lunga una vita.

Sul suo sito possiamo leggere come è nata, merita la vostra attenzione (https://www.marcosvinicius.it).

Un uomo con un’aura mistica.

Ha il dono della fede…meglio, la fede ha in dono la sua anima.

E noi, la sua musica.

Nicola Alesini, sassofonista e compositore. La generosità è la sua cifra.

Ed è con questo slancio che affianca le sue sonorità alle letture.

Come onde del mare cullano e sospingono le parole dei poeti.

Ricordiamo la preziosa partecipazione di Marco Cinque.

Poeta, polistrumentista, fotografo e molto altro.

Grande umanità, grandissima generosità.

Ad Era Buçpapaj, poeta e traduttrice, è sato consegnato il premio “Giovane talento”.

I suoi versi sono un cordone ombelicale con il pianeta, con la vita, ci riportano a quel senso del sacro da cui ci siamo allontanati.

Alle due sorelle, Era ed Adela, la “proposta di matrimonio” di Beppe, clown bianco e rosso della serata.

Ricordiamo ancora, Sara Capoccioni, che vola leggera sulla vita come una libellula, posandosi qua e là.

Daniela Dante, oramai nella grande famiglia dei poeti che partecipano ai tanti incontri, per la prima volta a Roma, a conoscere Beppe.

Lidia Popa, poetessa e traduttrice, nata in Romania, vive da tanti anni in Italia, scrive nella sua nuova lingua poesie che emanano una ipnotica tensione emotiva.

Odeh Amarneh, biografia e poesia si sposano e danno vita ad un coro di voci che trascinano il lettore nei temi a lui cari: la patria, il padre, l’amore.

Affabile, quando si rivolge al prossimo è con grande garbo.

Patrizia Nizzo, la bontà, la semplicità della scrittura che si fa canto.

Antonella Caiola, che ha rubato un poco di cuore a Beppe, ha lavorato a rimettere in ordine i passaggi biografici, e che si dedica a riprendere le serate in libreria. E’ grazie a lei che potete vederle in rete, ovunque vi troviate.

In ultimo, ma non per ultimo, Vito Davoli.

Giornalista, poeta, progettista, imprenditore…ma, soprattutto, grande amico di Beppe.

Lo circonda di affetto e dedizione, ricambiato.

Permettetemi, in chiusura, di ringraziare i poeti che hanno affidato le loro composizioni alla mia voce e a tutti coloro che hanno partecipato a quella magica serata, di cui sentiamo già la “saudade”.

Quindi, di mandare un pensiero a Matteo Cavicchini, pianista, docente e direttore del Coro di Voci bianche “Les choristes”, compagno di viaggio di tanti incontri.

Impegnato in un concerto, non è potuto esser presente.

Dall’amicizia con Beppe è nata una collaborazione che sta germogliando, ne vedremo presto i frutti.

 

Di Marcello Aslan

 

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