Teatro

“L’Anatra all’Arancia”, un grande classico della commedia in teatro con Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli

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ROMA – È nei teatri “L’Anatra all’Arancia”, un classico della commedia scritto interpretato da Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli per la regia di Claudio “Greg” Gregori. “L’Anatra all’Arancia” è il classico feuilletton dove i personaggi si muovono algidi ed eleganti su una scacchiera irta di trabbochetti. Ogni mossa dei protagonisti, però, ne rivela le emozioni, le mette a nudo poco a poco e il cinismo lascia spazio ai timori, all’acredine, alla rivalità, alla gelosia; in una parola all’Amore, poiché è di questo che si parla. “L’Anatra all’Arancia” è una commedia che ti afferra immediatamente e ti trascina nel suo vortice di battute sagaci, solo apparentemente casuali, perché tutto è architettato come una partita a scacchi.

La trasformazione dei personaggi avviene morbida, grazie a una regia che la modella con cromatismi e movimenti talvolta sinuosi, talvolta repentini, ma sempre nel rispetto di un racconto sofisticato in cui le meschinità dell’animo umano ci servano a sorridere ma anche a suggerirci il modo di sbarazzarcene.

Al centro del racconto, una coppia sposata da 15 anni il cui rapporto, più che dal logorio della routine, è messo in crisi dalla personalità del marito, inaffidabile, incline al tradimento, alle bugie, all’infantilismo. Esasperata, lei finisce per innamorarsi di un altro uomo, tutto all’opposto del marito, di animo nobile, gentile e attendibile, che ai suoi occhi di donna tormentata e nervosa appare l’uomo dei sogni con cui rifarsi una vita.

Punto sul vivo, il marito studia una strategia di contrattacco e organizza un weekend a quattro, in cui la moglie e il suo amante staranno assieme a lui ed alla sua segretaria. Il tutto sotto gli occhi di una sempre più interdetta cameriera. Sarà un fine settimana di adulterio o di gelosie? L’imprevedibile piano, che al principio sembra a tutti sgangherato, è ricco di imprevisti e colpi di scena che si susseguono fino all’ultimo istante. Una vicenda leggera e piacevole che conquista lo spettatore con la simpatia dei personaggi, le soluzioni effervescenti e mai banali, i dialoghi gustosi e irresistibili ma mai privi di eleganza.

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