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Liceo Classico Siotto Pintor di Cagliari: le studentesse e gli studenti occupano l’Istituto

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A dare l’informazione dell’occupazione del Liceo Classico Siotto Pintor di Cagliari, è la rappresentante d’Istituto degli studenti e delle studentesse attraverso un comunicato dove si riporta l’insoddisfazione per una scuola “burocratica, asettica, lontana, […] concentrata più sulla rendicontazione che sulle studentesse e gli studenti come individui”.

L’occupazione dell’Istituto è iniziata da oggi, mercoledì 23 marzo 2022.

“Noi studentesse e studenti, – si legge nella nota – dopo due anni di emergenza e di una scuola alienante, distante e poco propensa a riflettere sul significato di azioni e comportamenti dettati dall’alto, sentiamo il bisogno di riappropriarci della nostra scuola per creare quegli spazi di confronto e dialogo che da troppo tempo ci mancano.

Non solo negli ultimi due anni, ma da sempre viviamo la scuola come se non fossimo noi i reali destinatari delle attività, in un sistema atto soprattutto a compiacere amministratori lontani e distratti da quella che è la vita reale di studenti e studentesse di oggi.

Una scuola burocratica, asettica, lontana, che obbliga anche i docenti migliori a concentrarsi maggiormente sulla rendicontazione che sulle studentesse e gli studenti come individui; una scuola che reitera e rafforza il carattere di classe che, con l’emergere del divario digitale, ha reso visibile a tutti che il diritto allo studio non e realmente garantito nella scuola italiana.”

I motivi dell’occupazione

“La scuola che stiamo vivendo – prosegue la nota – non funziona: gli altissimi tassi di abbandono scolastico, la pressione verso l’omologazione e l’atomizzazione di tutte le relazioni ci obbligano a mettere in dubbio l’istituzione e il suo reale significato.

Con una scuola così, dove possiamo andare? A cosa serve? A chi serve? Chi ne paga le conseguenze?”

Nel documento divulgato, gli studenti e le studentesse “presentano un’analisi critica dei problemi, dei disagi e delle necessità che sentiamo sempre più forti.

L’obiettivo di questa occupazione è quello di trovare gli spazi e i momenti per giungere ad una proposta concreta di cambiamento, che venga dal basso, da studenti, studentesse e docenti: da coloro cioè che la scuola la vivono e la subiscono.

La Didattica digitale integrata (DDI) ci ha cambiate e cambiati tutti. Gli enormi danni procurati alla vita comunitaria, alla psiche; i buchi formativi ci hanno resi maggiormente consapevoli di quali sono le nostre necessità più profonde, ha reso urgente per tutte e tutti noi prendere in mano il nostro presente, per poter avere un futuro.

Intendiamo occupare la scuola come progetto educativo che, partendo dall’analisi dei bisogni reali, apra al dibattito sulla scuola che vogliamo e sulla scuola che ci serve, ascoltandoci finalmente gli uni con gli altri, docenti e studenti, tornando ad agire come una comunità.

La didattica a cui da sempre siamo sottoposti è profondamente sbagliata perché solo raramente, e in presenza di docenti illuminati, raggiunge gli obiettivi dichiarati.

L’obiettivo dell’istruzione pubblica deve essere quello di “…rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica economica e sociale del Paese.” (Art. 3 della Costituzione Italiana.)

La scuola italiana tradisce gli obiettivi costituzionali, tradisce gli obiettivi pubblicamente dichiarati, attraverso una didattica frontale, non inclusiva, isolante e nozionistica: atta non a formare lavoratori e lavoratrici consapevoli capaci di sviluppare senso critico e capacità argomentativa, ma a sfornare individui conformi, assuefatti alla competitività e alla frammentazione. Questa scuola sembra voler solo formare una direzione obbediente, senza senso critico, pronta a reiterare il sistema in cui verrà inserita.

Ma “…insegnare, non è riempire un vaso, ma è accendere un fuoco” e questa scuola sbagliata cerca disperatamente di spegnere il nostro fuoco, il fuoco di giovani cittadini/e che cercano nella scuola gli strumenti per essere individui partecipi e consapevoli della società democratica a cui appartengono.

Il sistema valutativo numerico è sistematicamente colpevolizzante, basato su falsi principi di meritocrazia e supportato dalla retorica ridondante della competitività. Ignora le condizioni di partenza di ogni singolo individuo e non è capace di valutarne il percorso; un tale sistema non può raggiungere alcuno scopo formativo che pure viene dichiarato, poiché ignora completamente il valore formativo dell’errore nel processo di apprendimento, utilizzando la valutazione come sistema punitivo e non educante.

Ognuno di noi studenti e studentesse porta con sé il malessere causato da due anni di pandemia, sofferti spesso in solitudine o in compagnia di ansia, stress e casi di depressione.

Inoltre “La Sardegna continua ad essere in cima alle classifiche per quanto riguarda gli edifici scolastici fatiscenti.

L’inadeguatezza delle strutture scolastiche in Sardegna perpetua le disuguaglianze sociali, quelle stesse che in teoria i luoghi del sapere dovrebbero combattere; anche la percentuale di scuole prive di barriere architettoniche è solo del 38% a Cagliari e del 27% a Sassari, creando vincoli insormontabili per le persone con disabilità.

Le strutture che viviamo, oltre a non essere luoghi sicuri e inclusivi, spesso non realizzano gli obiettivi architettonici prefissati per una sana, costruttiva e felice vita scolastica.

Nel liceo Siotto Pintor il PTOF (Piano triennale offerta formativa) nella sezione Risorse organizzazione e gestione, più specificamente nella parte riservata alla sede è prevista la disponibilità dei seguenti locali:

– Aula magna

– Palestra

– Impianti sportivi

– Ex-pà

– Laboratori di fisica e chimica

– Biblioteca

Questi locali non sono di fatto disponibili per gli studenti e per le studentesse. Questi luoghi sono destinati alla socialità per formare gli studenti e le studentesse a un tipo di didattica che non sia esclusivamente frontale.

Non sono presenti nell’istituto distributori alimentari e inoltre sono presenti numerosi barriere architettoniche.”

In conclusione

“Noi studenti e studentesse del Siotto Pintor non siamo più disposti e disposte ad accettare un sistema scolastico che non ci rappresenti e non ci tuteli. Non accettiamo che la nostra formazione sia sottovalutata in questo modo. Rispetto alle motivazioni proposte dagli altri istituti di Cagliari, con le quali ovviamente concordiamo, in particolare rivendichiamo anche: la comunicazione tra dirigenza e corpo studentesco, che al momento risulta poco efficace, e per questo non rende possibile la risoluzione dei nostri disagi in maniera immediata, e non ci fa sentire ascoltati; e un utilizzo effettivo degli unici locali scolastici destinati ad un tipo di apprendimento non frontale ma di fatto non agibili.

La scuola è degli studenti e per gli studenti, e da oggi ce la prendiamo.”

Di seguito il Comunicato Stampa redatto dal corpo studentesco

Fonte: comunicato stampa

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