Musica Italiana

Marlene Kuntz a Cesena il 16 agosto per acieloaperto

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CESENA – La carrellata di annunci per acieloaperto prosegue con l’avanzare della bella stagione. Dopo Vasco Brondi (12.08.2024 alla Rocca Malatestiana – CE) e Fulminacci (03.07.2024 a San Mauro Pascoli – FC) arriva un altro nome di punta tra gli artisti nostrani in tour quest’estate: i Marlene Kuntz. Biglietti disponibili su TicketOne dalle ore 12 di venerdì 12 aprile. Cristiano Godano e soci porteranno la loro “Estate Catartica” alla Rocca Malatestiana di Cesena il prossimo 16 agosto per quella che si preannuncia una delle feste più emozionanti per tutti coloro che hanno consumato il cult album della band cuneese.

L’anno in corso segna, infatti, il trentennale del disco d’esordio “Catartica”, pietra miliare indiscussa del rock italiano. I festeggiamenti, iniziati già marzo scorso con le date nei club (tutte sold-out) proseguono a grande richiesta durante l’estate e acieloperto diventa meta imprescindibile per i tanti fan dell’area romagnola (e non solo). Pubblicato il 13 maggio del 1994, “Catartica” ha senza dubbio alcuno avuto il merito di tracciare un segno indelebile nel nostro panorama musicale.

Le 14 memorabili canzoni che compongono il disco sono state la risposta alla fame irrefrenabile di un suono diverso di cui soffriva il pubblico italiano dei primi anni ‘90, complici i modelli americani e inglesi che ai tempi sfornavano band grunge e hardcore del calibro di Nirvana e Pearl Jam. “Catartica” è stato il primo album italiano a soddisfare questa fame di cambiamento, segnando così una strada tutta nuova nel rock indipendente e rinnovando in maniera determinante la scena musicale del nostro paese.

“Catartica” è il manifesto musicale dei Marlene Kuntz che ha messo subito le cose in chiaro: linee di chitarra che hanno poi ispirato innumerevoli band a seguire, un sound che è diventato sin da subito simbolo assoluto di quel decennio musicale e un songwriting che, fino ad allora, non si era mai sentito prima. La raffinata poetica di Godano ferisce tutti, subito: termini inusuali, una narrazione molto verbosa e fascinosamente poetica ricca di immagini fantasiose e liriche antisociali che hanno dato vita a frasi indelebili, diventate cult. Un linguaggio crudo e diretto, insomma, che descrive, senza mai banalizzare, il vivere moderno di allora, ma che risulta tremendamente attuale.

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