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POZZECCO, IL COVID-19 E L’ESPERIENZA DI BURGOS

Pozzecco
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Pozzecco, coach della Dinamo Sassari torna a parlare dell’emergenza sanitaria che sta colpendo non solo l’Italia ma tutto il mondo. Il tecnico ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Dinamo Tv. Riportiamo uno stralcio delle sue parole sull’emergenza sanitaria: “A Burgos è stata una situazione complicata, resa ancora più difficile da situazioni personali. Avevo la febbre ed ero preoccupato perché Tania è spagnola. Grazie a Stefano e ai suoi genitori siamo riusciti a farla rientrare con me in charter. Queste circostanze hanno peggiorato la mia situazione. Eravamo l’unica squadra italiana in giro per l’Europa e siamo stati gli ultimi a giocare qui in Italia. Allenare dei professionisti significa mettere al primo posto il basket, ma in queste situazioni viene prima la salute. In Spagna non si rendevano conto della gravità del problema del Coronavirus. All’andata mi sono assicurato col coach avversario che loro non erano condizionati dal fatto di giocare in Italia e a porte aperte. Mi ha addirittura abbracciato, poi hanno vinto meritatamente una partita disputata regolarmente. A Burgos era diverso perché noi vivevamo a pieno questa situazione. Lui è stato ironico inizialmente poi era convinto che stessimo utilizzando dei mezzucci per giocare a porte chiuse: questo mi ha lasciato perplesso e dispiaciuto. Il tempo è galantuomo e ora si vede cosa purtroppo sta passando anche la Spagna”.

Pozzecco, le dichiarazioni del coach sul Coronavirus

Sulla situazione Pozzecco ha anche aggiunto che la cosa fondamentale sarà per ognuno di noi rinunciare a qualcosa. Nello specifico del settore ha affermato: “Ognuno deve rinunciare a qualcosa: i tifosi alle partite, giocatori e staff a parte dello stipendio, le società possono rinunciare a qualche introito dagli sponsor. Dobbiamo rinunciare a qualcosa per non perdere tutto”. Una cosa è certa anche per il Poz, non si potrà riprendere a giocare se il contagio sarà ancora un pericolo.

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