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PSI Nuoro: C’era una volta la sanità pubblica

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La stato della malasanità, inizia dal passato, ma Il sistema sanitario attuale in Sardegna sta continuamente peggiorando e non bastano le pezze che l’Assessore tenta di mettere. Certamente non sarà il pagamento del ticket da parte di chi non si presenta alle visite specialistiche, a risolvere la gravità del funzionamento dei servizi sanitari.” A scriverlo la federazione provinciale del PSI di Nuoro.

Quello che occorre, ovviamente, è aumentare l’organico dei medici, per garantire ai cittadini di usufruire in tempo debito le prestazioni mediche necessarie. – prosegue la nota –  I correttivi al sistema sono funzionali se danno risposte puntuali ai cittadini, altrimenti sono pannicelli caldi. Non ci sono giustificazioni quando per una visita specialistica pubblica, bisogna girare l’intera Sardegna, mentre il privato sanitario è a due passi. Gli esempi sono tanti: per una visita oculistica, ad esempio, da Nuoro bisogna recarsi a Iglesias, e addirittura non sono prenotabili gli esami strumentali: ecoografie, eco doppler, cardiologia, etc, bisogna aspettare Ottobre, quando le Asl indicheranno le nuove disponibilità per il 2024. Questo significa che il paziente si deve arrangiare, cioè si deve rivolgere al privato, per non morire.”

I problemi non sono solo per la medicina specialistica ma si riflettono anche su quella territoriale “I cittadini per avere l’assistenza del medico di base si devono recare anche fuori dal proprio comune di residenza, ad esempio da Siniscola i cittadini si devono recare alla sede degli ambulatori medici di Torpè, Posada e viceversa. La mancata nomina di un medico di base, purtroppo, crea un disagio così grande e bisogna porre rimedio!La situazione non cambia nelle zone interne del Nuorese, dove, il medico di base sta diventando un fantasma Questo disagio diventa poi enorme in assenza di una mobilita pubblica adeguata. Non vi è dubbio che la via più semplice è quella di nominare il medico, per coprire il posto vacante.”

Il presidente regionale, Celentano Rocco, e la segretaria provinciale, Monica Carta, chiedono che “La Regione intervenga tempestivamente per risolvere quanto rappresentato, per evitare di indebolire continuamente la rete territoriale. Si tratta della più grave forma di ingiustizia sociale, sottolineando che il diritto alla salute va assicurato perché costituisce uno strumento di riequilibro delle disuguaglianze sociali, uno dei modi per portare avanti quelli nati indietro.”

Fonte: comunicato stampa

 

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