Sud Sardegna

SAN GIOVANNI SUERGIU: IL PARROCO INVITA A NON FARSI INGANNARE DALLE RELIQUIE ITINERANTI. “FARE SOLDI IL VERO SCOPO”.

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Non esistono statue di serie “A” e statue di serie “B” per il parroco di San Giovanni Suergiu, lo denuncia nel giornale della parrocchia in un suo intervento facendo riferimento alle tante statue o reliquie che vanno in tournée nelle varie chiese del mondo togliendo valore a quelle che, invece, in pianta stabile decorano i luoghi di culto cattolici. “La gente corre – scrive don Tonino Bellu – pensando che quella statua della Madonna di Fatima o di Lourdes abbia più potere della statua che ha nella sua parrocchia e non si accorgono di essere ingannati, perché il vero scopo è quello di fare soldi.” Un’accusa chiara quella che parte dal giornalino “Il ponte”, in cui don Bellu ricopre il ruolo di direttore, verso coloro che organizzano questi viaggi e che, probabilmente, sono autorizzati dalla Santa Sede a cui il parroco dovrebbe far riferimento. “Cosa può fare una reliquia di Santa Rita – prosegue il sacerdote – o una pezza di Santa Bernardetta, o le garze intrise del sangue di San Giovanni  Paolo II, o la bisaccia di San Francesco o il corpo di Fra Ignazio? Niente che non facciano anche le statue e le reliquie della propria chiesa parrocchiale.” Il dubbio che potrebbe insinuarsi nei fedeli è se davvero le reliquie possono avere proprietà miracolose oppure è tutto dettato dal convincimento che qualcosa deve per forza accadere solo se si sfiora una statua o un cimelio sacro. L’invito di Don Bellu è quello di astenersi a partecipare a questo genere di eventi “Volete un consiglio? – chiude il prete – Non andateci, non fatevi imbrogliare.” Chissà cosa ne penserà di questo intervento il Vescovo della Diocesi di Iglesias, Monsignor  Giovanni Paolo Zedda, ma soprattutto come reagiranno i fedeli della comunità parrocchiale di San Giovanni Suergiu?

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Comments (4)

  1. Pilloni Alessandra

    Concordo con il parroco di San Giovanni Suergiu che ha voluto precisare il vero valore religioso di statue e rliquie. Non ne esistono di serie A e di serie B. Dietro tutto ciò c’ è chi specula e ci guadagna. Coraggioso il suo intervento e degno di lode. La fede è un adesione a nostro Signore , non adorazione di monili ed effigi. E’ comunque un modo non del tutto corretto di vivere la fede. I sacramenti sono la via maestra che ci porta alla salvezza

  2. bernardo crobu

    Catechismo della Chiesa cattolica art.1674: il senso religioso del popolo cristiano, in ogni tempo ha trovato la sua espressione nelle varie forme di pietà che accompagnano la vita sacramentale della Chiesa, quali la venerazione delle reliquie, le visite ai santuari, i pellegrinaggi, le processioni, la via Crucis, le danze religiose, il Rosario, le medaglie ecc. 1676: la religiosità popolare, nell’essenziale è un insieme di valori che con saggezza cristiana risponde ai grandi interrogativi dell’esistenza.(….) Perché inquinare con il dubbio, ciò che invece, visto la partecipazione di popolo, è respiro della Chiesa?. Perché proprio da dentro la chiesa si cerca di limitare i frutti spirituali di altre realtà che invece di perdere tempo polemizzando si adoperano per le anime?

  3. Pienamente d’accordo con don Tonino non c’è bisogno di grandi viaggi o madonnina sparse nel mondo per chiedere la grazia bisogna solo vivere nella fede di dio .

  4. Chi davvero è credente, non ha bisogno di andare sino a Lourdes da Padre Pio a Pietrelcina. È un viaggio dove il busness la fa da padrone. Ma chi vuol andarci , è secondo me libero di farlo. Ma Dio e i Santi ti ascoltano anche da casa,se hai veramente fede. Io parlo da agnostica….. Don Bellu ha ragione da un lato, se andate in luoghi religiosi dove non siete mai stati, non permettete ai furbi ( o disonesti) di imbrogliarvi ,soprattutto se siete in situazioni di fragilità.

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