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Sconto di pena per l’ex terrorista Cesare Battisi che inizia lo sciopero della fame

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Anche senza fare troppo rumore, senza tirare su di se il potere mediatico della stampa e dei social, Cesare Battisti ex militante dei PAC Proletari Armati per il Comunismo, prosegue la sua “battaglia” dal carcere sardo di Massama, vicino ad Oristano. Condannato all’ergastolo ed estradato dopo numerose peripezie, oggi gli sono stati concessi, dal magistrato di Sorveglianza di Cagliari, Maria Cristina Lampis, i “45 giorni di riduzione pena” previsti per ogni semestre scontato in caso di buona condotta. Uno sconto di pena previsto secondo la legge, come per tutti i detenuti.

Ma il braccio di ferro tra Battisti e il suo legale perchè le condizioni di detenzione siano diverse da quelle attuali dal momento che, condannato per quattro omicidi e latitante per 37 anni, ora si trova in regime di isolamento diurno e classificato come AS2 (alta sicurezza). Secondo l’avvocato Davide SteccanellaSconcerta  l’assenza assoluta di risposte all’istanza presentata dalla difesa a tutti gli organi competenti ancora il 18 maggio, in cui si denunciava la situazione di illegittimo isolamento, e vanamente reiterata il 12 giugno. Assenza di risposte che impedisce anche il minimale diritto di impugnare qualsivoglia provvedimento amministrativo”, come riportato dalla testata Il Fatto Quotidiano oggi.Ne consegue che, a quanto si apprende, poichè ogni tentativo di far valere i propri diritti di detenzione sono fin qui risultati vani, lo stesso Battisti ha deciso di intraprendere la via dello sciopero della fame e interruzione delle terapie.

Nella lettera che l’ex terrorista ha fatto pervenire al suo avvocato, si legge che tra le tante contestazioni in atto vi siano quelle dell’isolamento forzato e ingiustificato, l’insufficiente attendimento medico e la ritenzione arbitraria di testi letterari; a conclusione della lettera Battisti chiede il “trasferimento in una Casa di Reclusione dove mi siano facilitate le relazioni con i familiari e con le istanze esterne previste dall’ordinamento nonché i rapporti professionali atti al sostentamento e al reinserimento.”

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