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S’Incontru a Sant’Antioco: tra fede e tradizione

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Uno dei momenti più importanti della Cristianità è la Pasqua di Resurrezione. A Sant’Antioco, come in tanti centri della Sardegna, si celebrano la messa solenne e la processione. I riti de S’Incontru (l’incontro tra Cristo risorto e la Madonna) rappresentano un evento atteso e particolarmente sentito dai fedeli antiochensi che da sempre vi assistono con devota partecipazione. Il corteo, con la statua trionfante di Gesù risorto, parte dalla Basilica di Sant’Antioco Martire mentre il simulacro della Madonna, vestita in abito bianco e coperta col manto azzurro, giunge dalla chiesa di Santa Maria Goretti.  Percorrendo alcune vie del paese, i simulacri si ricongiungono nella Piazza Umberto, storicamente culmine dell’incontro. Madre e figlio si avvicinano con tre inchini, uno successivo all’altro, resi possibili dai fedeli che trasportano in spalla le statue. Si tratta dell’istante più struggente, l’abbraccio con il figlio realmente risorto. In seguito Gesù e Maria fanno rientro, uno accanto all’altro, nella Basilica di Sant’Antioco Martire, percorrendo la storica via Regina Margherita.  In passato il tradizionale “Incontro” coinvolgeva la Chiesa di San Pietro ovvero la seconda chiesa dell’Isola Sulcitana, fatta costruire alla fine dell’800 proprio all’imbocco tra Piazza Umberto e le due vie Baccarini e Azuni. A suggellare l’evento erano i fucilieri che sparavano a salve dai balconi, in alcuni punti strategici.

Gli spari, un’usanza collettiva e radicata, costituiscono tutt’ora una tradizione in tante aree del territorio sulcitano e iglesiente,  rappresentando un segno di esultanza ma soprattutto un’espressione della fede popolare che rompe il silenzio della giornata precedente la Pasqua.

di Vanessa Garau

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