Cultura

CARBONIA: DAL 18 GENNAIO LA NUOVA STAGIONE DI PROSA E DANZA

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Si alza il sipario sulla Stagione de La Grande Prosa e Danza 2019-2020 al Teatro Centrale di Carbonia, organizzata dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del Comune di Carbonia, della Regione Sardegna e del MiBACT e con il contributo della Fondazione di Sardegna. Nove titoli in cartellone da gennaio ad aprile tra romantiche fiabe sulle punte e scoppiettanti commedie, moderne riletture di classici e testi contemporanei con i grandi nomi della scena italiana per un viaggio tra le storie e le emozioni.

Sotto i riflettori artisti del calibro di Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini, Cochi Ponzoni e Erica Blanc, Enzo Vetrano e Stefano Randisi con Giovanni Moschella, Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci, Andrea Bosca, Marianella Bargilli, Emanuele Cerman, Alessandro D’Ambrosi, Maurizio Donadoni, Carlo Lizzani, Ralph Palka, Gianluca Ramazzotti e Silvia Siravo. Spazio ai danzatori della Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini / AlmatanzMaria Chiara Grasso, Carlo Pacienza, Lilia Ivanov, Assunta Di Marino, Lucia Bini, Lucrezia Serafini, Stefano Candelori, Luca Ricci e ai solisti e al corpo di ballo del Balletto del Sud, accanto ai talenti dell’Isola come il jazzista – di fama internazionale – Gavino Murgia con gli attori de La Cernita e la compagnia La Clessidra Teatro.

Ironia in nero con “La cena delle belve” di Vahè Katch, con adattamento e regia di Julien Sibre (nella versione italiana di Vincenzo Cerami) sul valore e i limiti dell’amicizia in situazioni estreme, ritratti d’artista tra passioni e disincanto (e un pizzico di speranza per il futuro) con l’irresistibile “Quartet” di Ronald Harwood incentrato su quattro divi dell’opera, un capolavoro del Novecento come “Un tram che si chiama Desiderio” di Tennessee Williams per un affresco dell’America puritana e il fascino della scrittura di Cesare Pavese tra amaro realismo e toni elegiaci nella mise en scène de “La luna e i falò”, forse il romanzo più bello dello scrittore e poeta piemontese, tra i più importanti intellettuali italiani del ventesimo secolo.

Tra follia e incubo “Riccardo3/L’avversario” di Francesco Niccolini, liberamente ispirato al celebre dramma shakespeariano e ai delitti del pluriomicida francese Jean-Claude Romand affronta la seduzione del male e il tema dell’espiazione in chiave (quasi) onirica, un duplice omaggio a Giulio Angioni e Primo Levi tra parole e note con “Frammenti di tempo” e un ritmo da pochade tra scambi di persona e equivoci, amori e tradimenti ne “Le bugie hanno le gambe corte” di Vittorio Barino e Martha Fraccaroli. E ancora l’incanto del “Lago dei Cigni” nella versione del coreografo Luigi Martelletta e un’antologia di assoli e pas de deux dai capolavori della storia del balletto a comporre la “Serata Romantica” di Fredy Franzutti impreziosita dai versi di Giacomo Leopardi.

Il sipario si aprirà sabato 18 gennaio alle 20.45 sul “Lago dei Cigni” per calare il  24 aprile alle 20.45  con “Le bugie hanno le gambe corte”.

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