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La cantautrice Claudia Crabuzza e l’omaggio in musica alla Deledda Grazia, la Madre

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Grazia, la Madre è un CD-BOOK pubblicato da SquiLibri Editore dedicato a Grazia Deledda (1871- 1936) in occasione del 150° anno dalla nascita. La scrittrice sarda, Premio Nobel per la letteratura nel 1926 è l’unica italiana ad essere stata insignita di tale riconoscimento insieme a Rita Levi Montalcini, la sola per la letteratura.

I brani sono interpretati dalla voce di Claudia Crabuzza, cantautrice, laureata in Lingue e Culture della Sardegna, il suo disco solista in catalano di Alghero Com un soldat ha vinto la Targa Tenco come miglior opera in dialetto e lingue minoritarie del 2016. Sempre per il Premio Tenco ha presentato alla Pigna di Sanremo nell’ottobre 2019   il suo lavoro di traduzione in italiano di alcune canzoni di Violeta Parra.

La cantautrice che ha adattato i testi alla forma canzone, musicati e arrangiati da Andrea Lubino, laureato in musica al Dams di Bologna, che lavora come docente nelle scuole superiori di primo e secondo grado e Fabio Manconi, diplomato in Musica corale e Direzione di coro al Conservatorio di Cagliari e in Composizione al Conservatorio di Sassari, che ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Tazenda, Piero Marras e Cordas et Cannas come turnista e arrangiatore. È docente di TAC al liceo musicale di Olbia.

Andrea e Fabio, componenti con Claudia, dei Chichimeca,    gruppo storico nato in Sardegna nel 2000 con alle spalle tre dischi pubblicati dall’etichetta indipendente Tajrà.

Il disco nasce da un’idea di Stefano Starace, giornalista e operatore culturale, ideatore, organizzatore, direttore artistico e consulente di attività di musica e arte. Ha scritto dieci testi ispirati ad altrettanti romanzi della scrittrice Premio Nobel. Un’ultima composizione Filos de prata, è invece l’omaggio del gruppo alla donna Grazia attraverso le parole del poeta Paolo Pillonca musicate dal maestro Fabio Manconi.

Gode della partecipazione del poeta Michele Pio Ledda che ha lavorato all’adattamento di tutte le parti in lingua sarda e di numerosi ospiti: Massimo Canu, bassista storico dei Chichimeca, oggi con i  Tazenda, Caterinangela Fadda, chitarrista classica e cantante di Siligo; Elisa Carta, Rita Casiddu e Ilenia Romano, tra le voci più belle del panorama sardo; i Maestri orchestrali Emanuele Dau, Giampiero Carta, Tony Chessa, Dante Casu, Michele Garofalo, Roberto Chelo, Salvatore Serra, con l’esordiente Leonardo Lubino.

Inoltre, il cameo di fiati di Zoe Pia nel ballo di Sa erentzia de sos barones e quello recitato di Roxana Rossi che presta la sua voce nella preghiera che apre Occhi morti. E poi le voci di artisti nazionali come Mirco Menna, Canio Loguercio, Massimo Donno, e il bouzouki di Stefano Saletti. Infine, Andrea Pica, che è anche titolare dell’incisione e missaggio, e Max ‘Pitz’ Pitzianti, arrangiatore e polistrumentista di origine sarda, storico collaboratore di Paolo Conte.

Grazia Deledda è madre non solo della cultura sarda ma anche della letteratura tout court per aver precorso i tempi, per l’innovazione e la modernità dello stile letterario, per la libertà della sua espressione artistica e per il ruolo ottenuto, anche grazie al grande riconoscimento dell’Accademia del Nobel, all’interno di una società che allora – ma spesso ancora oggi – è completo appannaggio del genere maschile. Per costruire una tradizione della cultura femminile è necessario riconoscere le madri che nel tempo hanno regalato al mondo se stesse e la propria arte, e madre è stata certamente Grazia Deledda, una colonna su cui dobbiamo continuare ad appoggiarci, capace di trasformare il piccolo e ostico mondo delle sue origini in racconto universale di esperienza e di volontà di emancipazione.

Copertina e libretto di accompagnamento al disco sono costruiti sui colori e i personaggi dei dipinti dell’apprezzata artista sarda Narcisa Monni, oltre alle preziose foto d’epoca della fotografa tedesca Marianne Sin-Pfältzer per gentile concessione di Ilisso Edizioni. Il libretto è inoltre arricchito da due importanti contributi sulla figura della scrittrice nuorese di due tra i suoi maggiori studiosi, il filologo nuorese Dino Gesuino Manca, titolare della cattedra di Letteratura e Filologia dell’Università di Sassari e l’editrice, critica letteraria e saggista di Alghero Neria de Giovanni.

 

Le canzoni

Fra cent’anni un’altra – Elias Portolu (S.Starace/A.Lubino/adatt. C.Crabuzza)

Occhi morti – Il vecchio della montagna (S.Starace/A.Lubino/F.Manconi/adatt. C.Crabuzza)

Il regno dei sogni – Cenere (S.Starace/F.Manconi/adatt. C.Crabuzza)

Sa erentzia de sos barones – Canne al vento (S.Starace/F.Manconi/adatt. M. P. Ledda)

Tra me e te – La madre (S.Starace/F.Manconi/adatt. C.Crabuzza)

Visi in fondo al pozzo – Marianna Sirca (S.Starace/F.Manconi/adatt. C.Crabuzza)

Una cosa da niente – L’incendio nell’uliveto (S.Starace/A.Lubino/adatt. C.Crabuzza)

La vite e il grano – Annalena Bilsini (S.Starace/A.Lubino/adatt. C.Crabuzza)

La solitudinenon si muove – Il segreto dell’uomo solitario (S.Starace/A.Lubino/adatt. C.Crabuzza)

S’edra – L’edera (S.Starace/A.Lubino/adatt.C.Crabuzza/ adatt. sardo M. P. Ledda)

Filos de prata (P.Pillonca/F.Manconi)

Di Massimiliano Perlato

 

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