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Manchester City, un’altra amara eliminazione dalla Champions League

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Al quarto anno in panchina, la sentenza è impietosa: il Manchester City di Pep Guardiola è un bluff a livello europeo.

Il ko contro il Lione di Rudi Garcia, già mattatore della Juventus di Sarri, è l’ultimo capitolo di una lunga lista di disfatte per gli inglesi, che con il maestro che aveva deliziato a Barcellona cercavano il definitivo salto di qualità, a livello di gioco e risultati, per consacrarsi anche in Champions League: missione fallita su tutta la linea, tanto che ad inchiodare club e tecnico ci pensano i numeri disastrosi tra campo e mercato.

In quattro anni a Manchester, Guardiola non è riuscito a portare il City al vertice, ma nemmeno tra le prime quattro del continente: mai oltre i quarti di finale, uno storico che cozza con le ambizioni del club. Se le eliminazioni con Liverpool (2018) e Tottenham (2019) erano piccoli passi avanti rispetto al ko agli ottavi con il Monaco del primo anno (2017), trattandosi poi di due finaliste della competizione, quella con il Lione è un tremendo passo indietro. Perché arriva nell’anno in cui il City cede il passo al Liverpool in Premier League accontentandosi di Community Shield e Coppa di Lega, e perché arriva per via delle controverse scelte dello stesso Pep nella partita chiave: contro l’OL snatura la sua squadra, si inventa un 3-5-2 a specchio che per un tempo abbondante limita la fantasia e l’esuberanza dei suoi due interpreti più talentuosi (De Bruyne e Sterling). La perde Guardiola, anche considerando le polemiche sul secondo gol di Dembelé e il marchiano errore sotto porta di Sterling che porta al tris del Lione, mandando in fumo per il quarto anno gli investimenti della società.

Il sontuoso budget messo a disposizione da Abu Dhabi.

Nei quattro anni sotto la gestione Guardiola, al netto delle cessioni, sono stati quasi 800 i milioni di euro spesi sul mercato per costruire una rosa da Champions (778 circa). Quasi 800 milioni per non andare mai oltre i quarti di finale, una cifra che le due Premier League e le coppe nazionali vinte non possono giustificare. E i numeri peggiorano se si pensa che anche nei tre anni al Bayern Monaco Pep aveva speso oltre 200 milioni senza trionfare in Europa: ma almeno in Baviera per tre anni di fila ha raggiunto le semifinali della massima competizione continentale. Al City no, ma non ci sono segnali di resa: “Adesso siamo delusi, dobbiamo fare un po’ di vacanza. Tornare presto e continuare, sicuramente. Dobbiamo superare questo scoglio dei quarti di finale, magari un giorno riusciremo a colmare questo gap”.

Ancora in sella, all’orizzonte nuovi grandi investimenti sul mercato che potrebbero anche far sfiorare la soglia dei 1000 milioni nel quinquennio. Per sfatare il tabù, per agguantare quella coppa dalle grandi orecchie che somiglia sempre più alla nota balena bianca di Melville. Per dimostrare che Guardiola non si è fermato al Barcellona, un dubbio che ormai accompagna Pep da sette lunghi anni.

E per spazzare via quei timidi mormorii che, complice anche la crisi dei blaugrana, parlano di un suo ritorno a casa per ritrovarsi…

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